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Piero Ferrari ricorda Alboreto «Conquistò mio padre per serietà ed equilibrio»

Piero Ferrari ricorda Alboreto «Conquistò mio padre per serietà ed equilibrio»

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«È sempre difficile riassumere in poche parole il ricordo di una persona, lo è ancor di più per Michele, con cui siamo rimasti sempre amici, anche dopo che aveva lasciato la Ferrari prima e la F1 poi. Era una persona educata, un pilota dedito alla squadra e razionale nelle sue scelte». Lo ha detto il vicepresidente della Ferrari Piero Ferrari ricordando Michele Alberto a venti anni dall’incidente al Lausitzring - nel corso di un test su un prototipo LMP1 - nel quale perse la vita. Il pilota italiano è stato tra i protagonisti della Formula 1 degli anni Ottanta, prima con la Tyrrell e poi con la Ferrari. Nel Mondiale ha disputato 194 Gran Premi, 80 dei quali con il team di Maranello. Cinque le sue vittorie, tre con la Ferrari. «Michele aveva dimostrato nei suoi anni con la Tyrrell non soltanto di essere molto veloce, ma di saperlo essere su tutte le tipologie di circuito e in condizioni molto diverse fra loro, una caratteristica che aveva attirato l’attenzione di mio padre insieme al fatto di essere una persona che garantiva serietà, impegno ed equilibrio: c’erano quindi tutti i requisiti giusti per diventare un pilota Ferrari - ha proseguito - Un episodio che ricordo? Più che un episodio c’è un rammarico: quello di non averlo messo nelle condizioni di poter vincere il titolo iridato e rivedere così un italiano campione del mondo con la Ferrari dopo Alberto Ascari. In quegli anni il motore turbo stava arrivando alla sua massima evoluzione e noi non eravamo ancora così padroni di quella tecnologia come avremmo dovuto».

Alboreto era sul podio anche a Monza nel 1988, a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari. «Quell’edizione del Gran Premio d’Italia è una delle poche in cui non ero in pista con la squadra quindi seguii la corsa in tv: in un periodo così triste come quello che stavo vivendo fu un bel regalo quello che lui e Gerhard (Berger) mi fecero salendo sui gradini più alti del podio. Se rivedo qualcosa di Michele negli attuali piloti della Ferrari? Così come Michele anche Carlos e Charles hanno già dimostrato nella loro carriera di essere veloci e costanti». —

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