Leka: «Eravamo corti e poi senza gli Usa...»
sala stampa
Con Vencato out e Pacher fuori nel secondo tempo per guai all’adduttore, la Top Secret paga dazio a Verona. «Dal 17 marzo a oggi era l’undicesima gara che disputavamo – dice coach Spiro Leka -, così siamo arrivati in condizioni fisiche non ottimali, anche se questo non deve essere un alibi: Verona ha vinto con merito. Pacher, dopo il primo tempo, ha sentito un dolore all’adduttore, così abbiamo deciso di non rischiarlo. Il lato positivo che trovo in questa gara è che abbiamo fatto giocare 90’ ai nostri giovani: Zampini ha diretto con personalità la squadra, senza Vencato eravamo corti nelle rotazioni».
«Siamo mancati negli americani – ha continuato coach Leka -, non puoi regalare due stranieri. Hasbrouck, fra stanchezza e altro, non è riuscito a dare qualcosa alla squadra. Sappiamo che questo è un problema, adesso sarà più un discorso fisico e di stanchezza».
«Sapevamo che a Verona sarebbe stato difficile – ha chiuso il coach della Top Secret -; a livello tattico, dopo il loro parziale che li ha portati avanti di 18-20 lunghezze, è saltato tutto. Abbiamo cercato di limitare i danni e con i giovani abbiamo pareggiato. A mente fredda analizzeremo e interverremo sulle cose che possiamo modificare in due giorni, anche perché mercoledì ci aspetta una gara davvero fondamentale in casa contro Treviglio».
«Siamo preoccupati: continuando a giocare con questo ritmo gli infortuni sono dietro l’angolo, con lo staff medico stiamo centellinando i minuti, ma non siamo dei maghi. Sulla gara c’è poco da commentare». —
Lorenzo Montanari
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