Il ritorno a Cento di “Riki” Cortese «Amici speciali e una sfida dura»
L’ala in forza al Mantova domani pomeriggio sarà di scena alla Milwaukee Dinelli Arena E affronterà la squadra della sua città dopo oltre vent’anni: un match ricco di significati
l’intervista
Centese doc, Riccardo Cortese, ala di Mantova, domani pomeriggio e dopo oltre vent’anni ritornerà a giocare nella “sua” Cento una gara importante in ottica raggiungimento dei playoff.
Cortese, che stagione state facendo a Mantova?
«Abbiamo avuto alti e bassi - dice l’ex Ferrara -, alternando alcuni successi consecutivi ad altrettante battute d’arresto. Non abbiamo mai trovato un minimo di continuità, dopo di che abbiamo fatto un po’ di modifiche in squadra. Anche lì ci abbiamo messo alcune gare per prendere il ritmo, che abbiamo finalmente trovato, come del resto abbiamo trovato la nostra identità: difesa forte, meno contropiede, gioco più ragionato. Ovviamente tutto in base alle caratteristiche dei giocatori. Abbiamo trovato la nostra quadra».
Parliamo della sua stagione?
«Ho avuto qualche acciacco e problema fisico, niente che mi abbia fatto saltare delle gare. Però comunque si è fatto sentire. Abbiamo fatto un grande lavoro e ora ho trovato una forma che non trovavo da tanto tempo: sto bene e sto giocando bene (circa 12 punti a gara, in oltre 26’ di media; ndr), siamo una squadra con più possibilità a livello di sbocchi offensivi, da quel punto di vista siamo molto equilibrati. Non abbiamo un top scorer da venti punti a partita, ma siamo tanti che possono andare in doppia cifra. Mantova, devo dire, sotto quell’aspetto è molto equilibrata: ogni domenica c’è un protagonista differente. Ritornando a me, a Mantova si sta benissimo, sono contento».
Domani ritornerà a Cento. Emozionato?
«Sarà la prima gara ufficiale a Cento da quando avevo dodici anni, ritorno oltre vent’anni dopo l’ultima volta. Purtroppo senza pubblico, ma sarà sicuramente una gara speciale, anche perché giocherò nella mia città: nonostante sia passato molto tempo ho seguito sempre i risultati di Cento, dove ho moltissimi amici che fanno parte del gruppo tifosi. In particolare l’amico Giovanni, uno dei capo tifosi che mi aggiorna su ciò che accade a Cento. Partita molto speciale per me».
E gara importante per la sua squadra in ottica play off..
«Per noi sarà vitale vincere: con Piacenza che sarà di scena a Ravenna ci giocheremo una bella fetta di possibilità di arrivare ai playoff, vincendo a Cento daremmo una bella spallata. Dall’altra parte la Tramec deve cercare di muovere la classifica: ora ogni partita del girone è vitale per tutti. Sono sei gare e nessuno vorrà lasciare punti indietro. Gara importante per entrambe le squadre».
La Tramec che squadra è?
«Anche senza Cotton resta una compagine davvero molto quadrata, che esegue e difende, anche se non ha grande talento dal punto di vista offensivo: di conseguenza non ha tanti punti nelle mani, a maggior ragione senza Cotton per loro sarà vitale la difesa. La Tramec non ha 90 punti facili, così giocherà a ritmi bassi. Tipologia di gioco che a noi non va neanche male, anche perché siamo una squadra con più talento offensivo. I biancorossi hanno esperienza maggiore per questo tipo di gare, devo dire che quella a Cento sarà sicuramente una partita molto interessante da giocare».
Parlando del suo passato, seguirà da vicino le vicende del Kleb Basket Ferrara. Come vede la stagione dei biancazzurri?
«Faccio una premessa: sono molto contento di come è evoluta la situazione in casa Ferrara. L’anno successivo ai playoff fu bruttino, ma sono contento che il Kleb si sia ripreso alla grande con l’arrivo del patron D’Auria, che in poco tempo ha allestito una realtà molto bella, mantenendo un’ossatura importante. La Top Secret è una squadra che mi piace molto, è allenata bene ed è solida. Senza Covid avrebbe raggiunto il quarto posto dopo la prima fase senza troppe difficoltà. Magari non è al livello di Forlì, Napoli e Scafati, però è squadra rognosa, che ai playoff darà fastidio. Ha avuto la fortuna di aver vinto a Roma e Chieti, così da portarsi dietro otto punti nella fase ad orologio: arrivare in alto nell’attuale girone sarà importante, anche se sarà tutto da giocare considerata l’assenza del fattore campo».
«Quando arrivi ai playoff non fai calcoli, si azzera tutto – ha chiuso l’ala di Mantova -, si va in campo e si gioca». —
Lorenzo Montanari
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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