Inter, i Conte si fanno in estate
Marotta: «Antonio resta? Spero di sì, noi non abbiamo un piano B» Dopo la festa scudetto Zhang al lavoro: in arrivo 150 milioni dagli Usa
MILANO. Il giorno dopo la festa l'Inter si ritrova già a dover programmare il futuro. Anche se tecnico e dirigenza hanno rinviato ogni discorso a fine maggio, a stagione conclusa, i punti interrogativi sul destino di Antonio Conte e - ancor più - sui conti del club zavorrato dalla pandemia e dal cambio di rotta del gruppo Suning si mescolano alla gioia e all'entusiasmo per lo scudetto numero 19 appena conquistato.
Ora, con lo champagne ancora in fresco, è il momento delle giuste e meritate celebrazioni ma - passata la sbornia post tricolore - nella sede di via della Liberazione andrà affrontato il tema dell’allenatore, che si intreccia inevitabilmente con le ambizioni della società.
Il punto di partenza è chiaro: Antonio Conte, deus ex machina del trionfo nerazzurro, non si tocca. «Non c'è un piano B perché c'è il piano A. Io spero tanto che possa continuare questo ciclo con noi – ha sottolineato l'amministratore delegato Beppe Marotta parlando a Radio Anch'Io Sport su Radio 1 Rai – c'è un grandissimo feeling tra lui e la squadra, la società e i tifosi nerazzurri. Questi sono ingredienti importanti per poter crescere e poterci togliere delle soddisfazioni. La percentuale di permanenza? Spero il 100%, ascolteremo tutti la proprietà ma penso ci sia un giusto e sano ottimismo».
Le incomprensioni della scorsa estate sono acqua passata, Conte - a maggior ragione dopo la conquista dello scudetto - si è pienamente calato nella galassia Inter e ipotizzare un suo futuro lontano da Appiano Gentile in questo momento appare un'utopia. Anche se nel cdalcio le certezze sono sempre relative.
I CONTI DEL CLUB
Non è un mistero che la società presieduta da Steven Zhang sia alla ricerca di un socio per ritrovare la stabilità e programmare con chiarezza la prossima stagione. Il fondo americano Oaktree Capital Group potrebbe diventare socio di minoranza iniettando nei conti in sofferenza del club una cifra attorno ai 150 milioni di euro. «La proprietà sta lavorando per il bene dell'Inter, l'obiettivo è quello di arrivare a un accordo con un partner per far confluire nelle casse quella liquidità che serve in questo momento. C'è grande ottimismo», ha sottolineato Marotta ricordando che da quando il gruppo Suning è diventato proprietario «ha investito circa 700 milioni» e che «già da questo punto di vista merita un grande rispetto». Per il dirigente nerazzurro in ogni caso la crisi legata alla pandemia ha reso necessario «ridurre i costi: oggi gli stipendi dei calciatori non sono supportabili da questo mondo del calcio e in Italia l'area professionistica è troppo vasta e va ridotta . Questo calcio va rivisto e rimodellato, altrimenti si va verso il default». Non con la Superlega però, nata «per una forma di preoccupazione e di reazione al sistema di adesso» e «con modalità e tempi un po' sbagliati».
In un calcio che deve fare i conti ogni giorno con business e plusvalenze almeno i sogni restano alla portata di tutti. In tal senso uno scudetto tira l'altro, soprattutto quando si arriva a 19 titoli e si 'vede' il traguardo della seconda stella. «E' affascinante, rimane fissa sulla maglia. Essere protagonisti di quel momento sarebbe il massimo per un dirigente, un giocatore e un allenatore - ha ammesso Marotta - Rientra in quella sfera di fascino e romanticismo che personalmente ho». Solo il tempo però dirà se l'Inter riuscirà davvero ad aprire un ciclo. —
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