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Un’involuzione senza fine che accentua limiti ben noti Ora 6 punti e poi... sperare

Un’involuzione senza fine che accentua limiti ben noti Ora 6 punti e poi... sperare

Il grave scivolone di ieri ha materializzato una situazione temuta E che adesso può essere invertita solo se le rivali inciamperanno 

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il punto

Visti gli esiti prodotti dal ritiro, immaginiamo che oggi il provvedimento venga immediatamente revocato.

È una boutade, ovvio. La causa della sconfitta spallina di ieri e della (momentanea, si auspica) uscita dai playoff non è certo riconducibile al citato ritiro post Brescia (e fino al termine della stagione regolare). Quello maturato ieri è una sorta di disastro annunciato, visto che sono stati rimarcati una volta di più i limiti strutturali di una squadra che paga la propria pesantezza, la propria lentezza, l’assenza di ritmo, di cambio di passo. Una Spal che non corre, che non ha idee, qualità, peso offensivo e pericolosità. E che ha via via smarrito identità, sempre più una chimera alla luce dei continui cambi di modulo, di assetti. Un tourbillon infernale (per se stessi) che solo prodotto confusione.

Il precipitare della Spal affonda le radici nel mercato di gennaio, da lì si è smarrito tutto. Un mercato, sia chiaro, non riconducibile a scelte errate da parte del d.s. Zamuner, che ha dovuto fare le nozze con i fichi secchi, sparecchiando anche la tavola da qualche portata che avrebbe fatto comodo.

Oggi come oggi la Spal denuncia una lentezza acuita dalle scelte di schieramento che vengono compiute. E dopo tre sconfitte consecutive in casa (di cui due con Ascoli e Frosinone, non col Real Madrid) ora il quadro è cupo. Sotto il profilo fisico-atletico, sotto quello psicologico ed a livello di classifica. La Spal si trova fuori dai playoff per effetto di una classifica avulsa che la penalizza nei confronti di Brescia e Chievo. Ora restano due gare di stagione regolare, venerdì a Reggio Emilia e lunedì a Ferrara contro la Cremonese. Calendario teoricamente favorevole, ma non ha nemmeno senso questa sottolineatura, viste le risposte della squadra. Che dovrà vincere contro la Reggiana, che è scarsa, quasi retrocessa ma corre il triplo, e poi contro i grigiorossi. In teoria 6 punti adesso potrebbero non bastare, visto che si dipende dalle altre, ma se il Chievo avrà l’Entella poi dovrà chiudere con lo scomodo Ascoli del momento, mentre il Brescia venerdì ospiterà il Pisa poi però chiuderà a Monza.

La Spal è dunque chiamata a fare il suo, sperando poi nella grazia. Ammesso che possa assolvere al primo compito, ci si può chiedere con quali prospettive e speranze accederebbe ai playoff. Ma le vie del calcio sono infinite, e gli spareggi riservano di sovente verdetti tanto inattesi quanto clamorosi. Il più è approdarvi, ora come ora. —

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