Berti: la Tramec Cento non molla i playoff «E io sono cresciuto»
Serie A2. Il pivot tra i miglioramenti personali uniti alle ambizioni del team biancorosso
l’intervista
La Tramec non vuole mollare la presa. La vittoria di domenica a Piacenza, centrata con una prestazione convincente, ha ridato la carica ad un gruppo andato oltre ogni più rosea previsione nel corso della stagione. Adesso per continuare a sognare i playoff è necessario continuare a vincere, e sperare.
«L’obiettivo all’inizio del campionato era la salvezza, siamo andati decisamente meglio - dice Matteo Berti, centro che in pochi mesi ha fatto importanti passi in avanti -; è stata una annata strana, senza il pubblico. Noi siamo andati bene, oltre le aspettative. E non è ancora finita. Ce la vogliamo giocare con tutti, ad iniziare da domenica, senza ripetere gli stessi errori commessi a Trapani. Sappiamo che la situazione non è delle migliori, purtroppo siamo sotto negli scontri diretti sia con Ravenna che con Pistoia, per cui se vogliamo giocare i playoff dobbiamo arrivare davanti ad almeno una delle due; c’è poco da fare se non provare a vincerle tutte».
Ad iniziare dal match di domenica in programma alle 12 alla “Milwaukee Dinelli Arena” contro Trapani, squadra dall’importante tonnellaggio sotto i tabelloni dove Berti dovrà dire la sua. «Intanto sappiamo che non ci sara Nwohuocha, si è fatto male e ha finito la stagione. Al di là del lungo in meno, noi non possiamo permetterci di ripetere il primo quarto di Trapani con 31 punti subiti. Tutto nasce dalla difesa, poi l’attacco viene da sé; abbiamo già dimostrato di saper giocare. Ma tutto nasce da una buona difesa. Rispetto a Trapani avremo anche Cotton in più, uno che in campo dà sicurezza. Una rotazione in più per le guardie, un giocatore che crea per sé e per gli altri e può sempre inventare la giocata».
Berti ancora non conosce il suo futuro, svela che un’altra stagione a Cento la farebbe volentieri. Pensa a com’era nove mesi fa e com’è ora dopo la cura Mecacci: «Mi sento cresciuto, ero molto più insicuro. Giocare ti crea esperienza e ti fa maturare. Sento molta più fiducia, penso di aver fatto progressi importanti soprattutto in difesa. Ho capito che bisogna sempre farsi trovare pronti. Col cambio dello straniero, da Sherrod a Peric, per me non è cambiato nulla. Per la squadra però sì: è diverso l’assetto quando c’è Peric in campo, per le posizioni, le spaziature... Ma il mio apporto è sempre lo stesso». —
Simone Gagliardi
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