Top Secret generosa, ma Verona ha talento
Estensi avanti per 35’ (anche “+15”), poi sono sorpassati e non recuperano più. Contro una grande serve maggiore qualità
Marco Nagliati
ferrara. La marcia imperiale di Verona prosegue. Dodici partite senza inciampi e anche la Top Secret, dopo l’andata, cede nuovamente alla Tezenis. Rispetto al match del Forum gialloblù, ieri è stata una storia opposta. Là veronesi a dominare su un Kleb stanco, qui estensi avanti per 35’. Poi la partita è diventata di un altro livello, una quota che al momento la Top Secret non può raggiungere. Perché contro le big (e Verona punta senza mezzi termini alla promozione) serve quella qualità che in casa biancazzurra non c’è. Se Hasbrouck fa 5 punti (1/9) e in generale è sempre troppo altalenante e se tra i giovani solo Zampini ha un impatto significativo è un miracolo spuntarla con questi squadroni. In sette (e alcuni opachi) non si può.
E dire che ieri c’erano i presupposti per invertire i numeri. Tezenis con la pancia piena, Top Secret sempre battuta nella fase ad orologio. Ma finalmente riposata dopo una settimana “normale”, senza una gara infrasettimanale. E per 25’ è stata una Ferrara bellina. Paziente costruzione di palla, doppia dimensione dentro/fuori. I ragazzi di Leka hanno messo le mani sul manubrio: 22-14 al 10’, poi 40-31 al 20’ dopo avere avuto anche un “+15” (35-20 al 16’). Zampini sul parquet come un veterano, Pacher attento e Fantoni totem.
Tezenis moscia. Scarica. Coach Ramagli a cacciare qualche urlaccio nello spogliatoio. E Verona decide di giocare. Difesa più dura, statunitensi stimolati: Greene imprendibile per tutti con due gambe esplosive e una mano bollente. Jones sornione e solido. E gli italiani a ruota. Si alza il livello (tecnico e fisico), il Kleb non può reggere soltanto con il carattere e la buona volontà. Che ci sono, chiaro. Ma se non c’è il talento per andare a sfidare i colossi, esci con gli applausi però battuto.
La Top Secret ha lottato, diamine se l’ha fatto. Ha retto alla prima spallata veronese (da “+9” a “+1” al 25’) col primo cesto di Hasbrouck, con un paio di acuti di Pacher. E qui il fischietto Caruso ha perso la bussola, con interventi strampalati o scelte a premiare la personalità altrui. A fine gara il presidente D’Auria farà vibratamente presente questa sudditanza psicologica. Verona, già serena di suo, ha sorpassato per la prima volta al 35’ (66-68) mentre il Kleb s’è un po’ disunito. Lì la partita è diventata sabbia. A scivolare dalle dita estensi. Ospiti a martellare con tutti (Caroti, Candussi, Severini), Kleb con pochissime risorse offensive. Panni ha dovuto tirare anche per gli altri, forzando qualcosina. Zampini pure. Leka richiama Vencato in panca perché dietro non tiene Greene e davanti non è un pericolo. Il play se ne lamenterà, ma la scelta ci sta. La Tezenis si chiude sotto togliendo spazi agli ispirati Pacher e Fantoni, lascia campo esterno sapendo che non subirà eccessivamente. Difesa su note alte, attacco ora veloce e con spaziature eccellenti: Verona non molla più (66-73 al 35’) e contiene il tentativo di rimonta estense. Kleb generoso, epperò per rimanere sul l’Olimpo manca qualche centesimo. —
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