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Rastelli a carte scoperte «Il dispiacere è doppio Ma vorrei continuare qui»

Alessio Duatti
Rastelli a carte scoperte «Il dispiacere è doppio Ma vorrei continuare qui»

Il tecnico: purtroppo il destino non era più nelle nostre mani Ho preso una squadra nettamente in difficoltà Nei prossimi giorni parleremo

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ferrara. Niente da fare. Alla fine anche l’obiettivo minimo di una stagione - la seconda consecutiva - da dimenticare è sfumato per una classifica avulsa che la Spal si è “meritata” di avere per colpe proprie raccolte qua e là durante l’anno.

Mister Massimo Rastelli aveva il compito di iscrivere i biancazzurri agli spareggi, ma nelle sue nove partite non è stato capace di portare a casa l’obiettivo nonostante alcune prestazioni interessanti e quattro vittorie conquistate con Cittadella, Lecce, Reggiana e Cremonese. Letali, i tre ko filati contro Ascoli, Brescia e Frosinone che hanno completamente cancellato anche le discrete prove pareggiate con Chievo e Venezia.

GRANDE RAMMARICO

«Purtroppo - dice Rastelli - il destino non era più nelle nostre mani. Dovevamo vincere e sperare, per cui diciamo che il dispiacere è doppio perché le precedenti battute a vuoto non ci hanno permesso una gestione tutta nostra delle ultime gare. Gli errori? Vanno letti dalla prima all’ultima giornata. Una stagione va valutata a tappe, non c’è stato sicuramente un momento preciso. Io parlo, come giusto che sia, delle mie nove gare da allenatore, iniziate con una squadra che era nettamente in difficoltà dal punto di vista psicologico e in termini di organico gli infortuni non sono mai smessi, visti gli stop di Vicari e Valoti nel momento più esaltante. Ecco - prosegue il tecnico - nelle tre sconfitte almeno un punticino, diciamo col Frosinone, avrebbe permesso il raggiungimento dell’obiettivo minimo. Ora, invece, siamo qui a leccarci le ferite».

FUTURO

Mister Rastelli ha giocato a carte scoperte sul proprio futuro con la chiara speranza di rimanere in sella alla panchina estense:

«I numeri dicono che nella mia gestione sono arrivati sei risultati utili, con quasi il 50% di vittorie e una media punti di 1.5. Con lo staff abbiamo dato tutto, poi la società giudicherà il nostro lavoro. Personalmente mi piacerebbe continuare qui: sono in una piazza di grandissima tradizione, so cosa chiede il pubblico e la società è come una famiglia perché le condizioni di lavoro sono ideali. Spero che il lavoro venga apprezzato, magari per ripartire dall’inizio con una programmazione tutta nuova. Nei prossimi giorni, e fino al rompete le righe, ci confronteremo parlandone con dirigenza e proprietà».

ORGANICO

Il mister ha chiuso con qualche battuta sul gruppo: «Mi hanno sempre dato tutti grande disponibilità e manifestato impegno. Ho provato a tirar fuori il meglio dalla rosa che ho avuto a disposizione senza pensare a ciò che potesse esser successo prima del mio arrivo. Strefezza? Conoscevo la sua duttilità, si è conquistato la fiducia giorno dopo giorno e ha dato il suo apporto all’attacco. Floccari? È un professionista serio e un uomo che cura il calcio al 110% anche durante la settimana. Ha sempre la parola giusta nel momento giusto. Credo che sia e possa essere un elemento preziosissimo per la società». —

Alessio Duatti

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