Contestazione dura ma civile Messaggio della Curva ai giocatori
ferrara. Dei giocatori attualmente in organico alla Spal, alcuni (o più di alcuni) resteranno. È inevitabile. Per valori di fondo, per voglia di riscatto, per dinamiche di mercato, per questioni contrattuali, per fiducia nei mezzi di questo o quello. Insomma, non sarà piazza pulita, come invocato dai tifosi nel corso della manifestazione dell’altro pomeriggio al Centro di via Copparo, dopo l’allenamento della squadra.
Una contestazione annunciata. Organizzata. Svoltasi senza eccessi e nel rispetto delle regole, anche quelle relative alle misure di contrasto al Covid. Massiccia la presenza delle forze dell’ordine, ma si è trattato di una contestazione tanto forte quanto civile.
All’appello della Ovest hanno risposto in tanti. Circa 250 i tifosi presenti. Raduno al parcheggio del centro commerciale Le Mura. Megafoni ed uno striscione a “cantarle chiare”, messaggi inequivocabili, diretti, privi di ambiguità, crudi ma efficaci nel veicolare il loro apprezzamento (si fa per dire...). Obiettivo unico ed esclusivo, la squadra. I giocatori. Nessuna recriminazione nei confronti della proprietà, della dirigenza, degli allenatori. Anzi, ad un certo punto, la voce megafonata ha sottolineato che «l’unico ad aver pagato per tutti è stato mister Marino».
Ad una prima manifestazione “a distanza”, ha fatto seguito l’invito ai giocatori di avvicinarsi alle transenne. Un ulteriore passo in avanti lo hanno compiuto Missiroli, che ha smentito di sorridere dietro la mascherina, come gli veniva imputato, e capitan Floccari che è stato il solo a prendere la parola per esprimere il dispiacere personale e collettivo ed affermare sostanzialmente che «ognuno di noi si guarderà allo specchio e capirà se ha dato tutto ciò che poteva».
Tra i più bersagliati è stato sicuramente Murgia, al quale è stato promesso un trattamento “alla Borriello”.
In buona sostanza, i tifosi hanno imputato alla squadra di non aver sudato la maglia, bensì di averla infangata (diciamo così; il termine era più crudo). È stato rimproverato il mancato, o scarso, impegno. È stato detto ai giocatori che «hanno fatto ridere», e sono stati invitati ad andare tutti via da Ferrara, a non restare alla Spal nella prossima stagione.
Una ventina di minuti, e tutto è terminato. Messaggio chiarissimo, così come è altrettanto chiaro che l’amore per la Spal - per ciò che rappresenta - resterà. —
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