La scelta del modulo indirizzerà il mercato
ferrara. Se la partita di ieri della Primavera poteva rappresentare un ulteriore banco di prova per alcuni giovani biancazzurri, in predicato di essere promossi in prima squadra nella prossima stagione, allora il pomeriggio è stato piuttosto in ombra per tutti (ad eccezione del portiere Galeotti).
Il d.s. Giorgio Zamuner ed il suo braccio destro Ivone De Francesci hanno osservato attentamente e preso nota, ma va detto che - come ovvio - non è una partita a fare testo. Le valutazioni sono ben più ampie, a vasto raggio, su una stagione, sugli allenamenti e le partite con la prima squadra. Se cioè è già maturata una convinzione, non si torna indietro repentinamente. Qualcuno, però, magari, ha dimostrato che sarebbe più opportuno andare in prestito per maturare, piuttosto che rischiare di vivere una (altra) stagione senza grande spazio.
Le scelte definitive verranno comunque prese d’intesa con quello che sarà il nuovo allenatore, che dovrà ovviamente indicare anche il modulo di gioco che intende adottare, e di conseguenza i giocatori su cui puntare. Di quelli già in organico alla prima squadra, intendiamo.
Si dovrà decidere se abbandonare finalmente il sistema con tre difensori centrali, e sposare una difesa “a quattro” che poi, da centrocampo in avanti, consenta diverse soluzioni: 2-3-1, 3-3, 3-1-2. Dipenderà appunto dalle indicazioni, dal progetto, dall’idea di calcio. Ma con un minimo di flessibilità, anche in base all’andamento del mercato. Perché a centrocampo si annuncia grande traffico (Missiroli, Mora, Esposito, Viviani e Murgia a contratto, Mazzocco di rientro dal prestito, un paio di pedine - in primis Segre, ma se il Torino retrocede in B difficilmente lo restituirà nella stessa categoria - che nelle intenzioni servirebbero eccome). Due o tre andranno ceduti.
Di sicuro, a priori, in un 4-3-3 ed a fronte di certe garanzie di pieno recupero/tenuta, Viviani potrebbe essere il perno del reparto, che aveva ben guidato quando lo si era finalmente potuto schierare.
Ma per tutte le ragioni indicate è appunto prioritaria la scelta dell’allenatore. —
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