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Hasbrouck piccato «Infortunio di gioco, non sono logoro»

M.NA.
Hasbrouck piccato «Infortunio di gioco, non sono logoro»

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ferrara. Qualcosa. O qualche commento. Oppure un sussurro. Magari uno spiffero. Di certo Kenny Hasbrouck ha provato un pizzico di fastidio dopo l’infortuno rimediato la settimana scorsa a Treviglio nella penultima della fase ad orologio. Un riferimento ad una presunta fragilità fisica, evidentemente. Perché attraverso i propri canali social il giocatore della Top Secret ha tenuto a precisare: «Quando sono atterrato dopo un tiro, un avversario ha calpestato il piede e mi ha colpito lo stinco. Così ho avuto una iperestensione del polpaccio. Il che mi ha fatto allungare o strappare il muscolo. Questo infortunio non è stato determinato da uno scatto, uno stop. Oppure un salto o una scivolata. Non è stato un infortunio dettato da stanchezza o logorio fisico».

«Sì, ho avuto il Covid per ventuno giorni a febbraio ed ero bloccato in una stanza d’albergo ovviamente senza potermi allenare. Da allora mi sono ripreso completamente e fino alla partita di Treviglio non mi sono perso una partita. Ancora una volta, quindi, non va perso il punto: questo infortunio non ha avuto assolutamente a che fare con le mie condizioni fisiche. Sono nella forma migliore: solo per renderlo chiaro. Basta controllare i filmati delle ultime partite per rendersi conto che faccio ancora alla stessa velocità quanto facevo quattro anni fa».

Insomma, una precisazione anche piccata della guardia estense. Ed è chiaro che la punturina rispedita indietro non è all’indirizzo del team biancazzurro. Hasbrouck ci tiene ad evidenziarlo: si è trattato di un infortunio di gioco. Strano. Banale. Pur sempre non riconducibile alle «condizioni fisiche» scrive Kenny. “Faccio quello che facevo quattro stagioni orsono” rilancia.

Ed in effetti a Treviglio il guaio al polpaccio è nato dopo un contrasto con Reati che ha colpito la guardia del Kleb e con un piede sopra quello dell’avversario il muscolo s’è “allungato”. Hasbrouck potrebbe recuperare in altre tre settimane, le terapie con il massofisioterapista Matteo Giovanardi sono quotidiane. E se la Top Secret andrà avanti nel cammino playoff non è detto che Kenny non possa tornare a disposizione di coach Leka. Al momento il suo posto è stato occupato da Pablo Bertone, ma se il cammino si allunga anche Kennyhaz potrà tornare in gioco.

Orgoglioso e motivato a dimostrare che può ancora dire la sua. —

M.NA.

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