Fortunato doma il “mostro” Zoncolan ed entra nella storia del Giro d’Italia
Impresa del bolognese che resiste a Tratnik e conquista la prima vittoria da professionista. Crollo di Vincenzo Nibali
udine. Lorenzo Fortunato entra di prepotenza nella storia del Giro d’Italia.
A 25 anni, l’emiliano della neonata Eolo-Kometa rompe il ghiaccio tra i professionisti trionfando in solitaria sulla rampa dello Zoncolan, il “mostro” che premia anche Egan Bernal, sempre più padrone del Giro d’Italia.
Entrato nella fuga giusta assieme a un uomo di classifica come Bauke Mollema, Fortunato porta un raggio di sole in una giornata da tregenda, caratterizzata da freddo e nebbia e dalla sua azione tenace.
Resta incollato allo sloveno Jan Tratnik (Bahrain Victorius) quando la salita inizia a inasprirsi per poi andarsene tutto solo a conquistare la gloria.
Il terzo posto di Alessandro Covi (Uae Emirates), altro uomo della fuga andata a segno, colora di azzurro lo Zoncolan.
«Sono partito per andare in fuga e provare a vincere la tappa: diciamo così tutti i giorni ma finché non sei lì a lottare, non ci credi – spiega a Raisport Fortunato, sprizzando gioia da tutti i pori dopo l’impresa che vale una carriera –. In salita ho visto che stavo bene e devo ringraziare Albanese e la squadra, senza i quali non ce l’avrei mai fatta».
La corsa nella corsa riguarda invece Bernal e i suoi rivali, costretti ancora una volta a piegarsi alla grande condizione dello scalatore colombiano, che dopo il Tour ha voglia di mettere in bacheca anche il Giro.
L’Astana fa il ritmo per Alexander Vlasov ma il russo stecca nel momento topico, ci prova invece Simon Yates (Bike Exchange) ma, verso l’arrivo, il capitano della Ineos Grenadiers fa mangiare la polvere anche al britannico, ora secondo nella generale a 1’33” da Bernal.
Terzo è un ottimo Damiano Caruso, decimo di giornata e a 1’51” dalla maglia rosa.
«Era un test veramente importante per tutti gli uomini di classifica – spiega soddisfatto Bernal –. È un altro giorno che indosso questa maglia e sono felice di essere stato bene, senza sentire male alla schiena. In questo momento sono in una posizione di privilegio, ho la maglia di leader e tocca agli altri fare la corsa dura. I miei rivali? Prima era Evanepoel, poi Vlasov, ora Yates: la verità è che tutti possono fare bene».
Dal lotto dei migliori esce sicuramente Vincenzo Nibali, che va in crisi sullo Zoncolan e si ritrova ora 19° in classifica a 14’25”.
«È stata una tappa tirata, con andatura alta data dal ritmo imposto dall’Astana. Non ero in giornata – rivela amaro il campione siciliano della Trek-Segafredo che si è presentato al Giro con un recupero lampo dopo un infortunio –. Come cambia ora il mio Giro? Non saprei, vediamo... Non ho la gamba dei giorni migliori».
Oggi si disputa la 15ª tappa, la Grado-Gorizia di 147 chilometri, frazione breve con sconfinamenti in Slovenia, tanto saliscendi e il terreno adatto per qualche attacco, anche partendo da lontano. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
