Bernal, brivido rosa con crisi in salita E la tappa è di Martin
Sulle montagne trentine il leader del Giro d’Italia trema L’irlandese attacca e vince: «Ho sbagliato a rispondere»
SEGA DI ALA (TN). Il Giro non è finito. La terza settimana regala spesso sorprese, spariglia le carte e cambia le vette della classifica. E sulle cime ripidissime di Sega di Ala il rischio di un scossone ha fatto tremare il favorito Egan Bernal, vittima di una crisi inattesa che ha smorzato parte delle sue solide certezze.
Milano è ancora lontana e il colombiano ne ha avuto ulteriore conferma sulle salite trentine. La maglia rosa ha infatti pagato a caro prezzo la sosta e un mal di schiena che non gli sta dando tregua, riuscendo a gestire con forza di volontà una crisi breve ma pesante, che gli ha tagliato le gambe sulla salita finale verso il traguardo della 17ª tappa, vinta in solitaria dall’irlandese Dan Martin, dopo un attacco lanciato nei primi chilometri della salita finale. Simon Yates, apparso rinato dopo la crisi a Cortina, è stato il primo ad attaccare, Bernal ha risposto bene, ma al secondo affondo è andato in crisi. Il britannico è così andato via insieme ad Almeida, mentre Caruso, salendo col proprio passo, ha limitato egregiamente i danni, raggiungendo anche la maglia rosa e rifilandogli 3” nel finale. Tutto questo mentre l’irlandese Martin, con un strappo a 7 km dal traguardo, ha preso leggermente il largo per poi tenere fino alla fine.
« Non ho parole, volevo vincere una tappa. Sono entrato in fuga, ma non pensavo di farcela. Ho trovato il mio ritmo. Avevo bisogno di questa salita e con il sostegno dei tifosi è stato straordinario. Abbiamo una squadra eccezionale, tutti hanno lavorato per portarmi in fuga fin dalla partenza», ha detto il vincitore di tappa.
A esultare più di altri è Yates, che ha lanciato un messaggio di sfida a Bernal, pur sapendo che il suo margine di vantaggio, ora ridotto a 3’23” è pur sempre considerevole.
Il colombiano arrivato al traguardo stremato guarda al bicchiere mezzo pieno, soddisfatto di essere uscito indenne da una giornata storta che poteva avere conseguenze peggiori: «Non è stata la mia giornata migliore ma non ho perso tanto tempo, solo qualche secondo da Caruso. Alla fine un’altra tappa superata, adesso pensiamo a domani. Yates è andato fortissimo, ha fatto una salita impressionante. Ho provato a seguirlo ed ho pagato, forse ho sbagliato a rispondere direttamente».
Oggi la tappa più lunga, la Rovereto–Stradella di 231 km, senza asperità e con lunghi rettilinei. —
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