Da Saarinen e Pasolini a Simoncelli Una lunga scia di morte e dolore
La storia delle corse a due ruote è costellata di incidenti tragici nel corso degli anni: tanti gli episodi fatali in uno sport che convive con il pericolo
SCARPERIA. Ancora una tragedia nel mondo delle moto. Jason Dupasquier non ce l’ha fatta. A nulla è servita la delicata operazione chirurgica a cui era stato sottoposto nella notte tra sabato e domenica all’ospedale fiorentino di Careggi.
La tragica morte del pilota svizzero allunga una lista di lutti che parte simbolicamente il 20 maggio 1973. Siamo nel motomondiale, nella quarto di litro, e al Gran premio d’Italia a Monza Jarno Saarinen, campione del mondo in carica, e Renzo Pasolini sono in lotta per la vittoria. Alle 15,31, in un attimo, causa una spaventosa caduta dopo la partenza, alla curva grande, il 35enne pesarese e il 28enne finlandese perdono la vita. Restando nel motomondiale, Sol Levante in lutto per due volte a distanza di dieci anni. Sempre nella classe intermedia, l’1 maggio 1993, a Jerez de la Frontera erano in programma le prove ufficiali del Gp di Spagna. Il 25enne pilota della Suzuki Noboyuki Wakai, percorrendo a 150 km/h la corsia dei box, si trovò improvvisamente di fronte un tifoso forlivese, il 28enne Fabio Ravaioli, amico di Loris Reggiani, che non doveva essere lì. Wakai tentò disperatamente di non investirlo senza riuscirci, andando a sbattere con la testa contro un muretto. Trasportato all’ospedale di Siviglia, fu sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di due grossi ematomi al cervello. Ma ogni tentativo di salvarlo risultò vano. Dieci anni dopo la tragedia che portò alla morte di Daijiro Kato. Il 6 aprile del 2003, nella gara d’apertura del Mondiale nella sua Suzuka, Kato finì a oltre 200 orari contro un muro di protezione della pista, spirando in ospedale dopo 19 giorni di agonia. Un altro dramma il 5 settembre 2010 in occasione del Gran premio di San Marino di Moto2.
Sul circuito di Misano Adriatico è ancora un centauro giapponese a perdere la vita ad appena 19 anni, Shoya Tomizawa. Era in lotta con un altro gruppetto di piloti che lo inseguivano e dopo lo scivolone non sono riusciti ad evitarlo vista l’elevata velocità. Tomizawa è rimasto esanime a terra, duramente colpito dalle moto di De Angelis e Redding che non hanno potuto evitarlo. Il 23 ottobre 2011, invece, l’Italia piange Marco Simoncelli: a Sepang, durante il secondo giro del Gran premio di Malesia, il Sic scivola, la sua moto impatta con quella di Colin Edwards e anche Valentino Rossi viene coinvolto nell’incidente ma riesce a rimanere in sella. Simoncelli, invece, resta esanime a terra, privo del casco volato nello scontro. E alle 16, 56 ora locale, le 10,56 in Italia, arriva l’annuncio della Dorna: “Marco non ce l’ha fatta.
Il 21 luglio la morte di Andrea Antonelli, investito in pista sotto la pioggia di Mosca in un campionato, il Mondiale Supersport, che nella sua storia ha pianto altre vittime: dal belga Michael Paquay, travolto nel ’98 durante le prove del Gran premio d’Italia a Monza, all’inglese Craig Jones, morto in un incidente durante la gara di casa, sul circuito di Brands Hatch. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
