Al Derby d’Italia in duemila sugli spalti Lo scudetto al fotofinish finisce a Rovigo
Gara combattutissima: i “bersaglieri” conquistano il tricolore battendo il Petrarca Padova con una meta all’ultimo secondo
PADOVA. In un finale vietato ai deboli di cuore la Femi-CZ Rovigo supera i rivali di sempre nel 170° Derby d’Italia portandosi in bacheca il titolo di Campione d’Italia numero 90 di rugby. Atmosfera incandescente già ore prima al Plebiscito di Padova, con i circa duemila tifosi pronti a una sfida attesa da tutta la stagione. Kick-off della Femi-CZ che recupera il primo pallone provando a muoverlo sulla verticale: il test sul muro difensivo dei padroni di casa è impegnativo, in un possesso prolungato chiuso da un drop di Menniti-Ippolito che esce largo sulla destra. Sul re-start Bacchetti battezza male la traiettoria aerea e regala una touche in attacco ai tuttineri: i Bersaglieri sono sul pezzo e rintuzzano, ma Lyle è ispiratissimo e trova meta e conversione per il 7 a 0 che rompe l’equilibrio al minuto 8. La reazione rodigina è veemente. Attorno al 20’ Rovigo scatenato: bel lavoro dei trequarti che evitano il frontale con buone mani trovando il fallo a favore che Menniti Ippolito converte nei primi 3 punti per i suoi.
Nemmeno il tempo di metterlo a referto che Vian viene pizzicato in un tenuto a terra poco fuori dai 22: Mitrea è inflessibile e per Lyle il 10 a 3 è davvero un gioco facile. Sulla ripresa però c’è subito un fallo petrarchino: il placcatore non rotola via e Menniti Ippolito non esita chiamando i pali, con balistica impeccabile per il 10 a 6 che tiene altissima la tensione. È sempre di Rovigo l’iniziativa: Padova difende retrocedendo, Antl punta la prima fessura utile e si infila creando l’abbrivio giusto per la meta sotto i pali del Numero 8 Ruggeri al 32’, con Menniti Ippolito a convertire per il 10 a 13 del sorpasso. Nel finale i tentativi dell’Argos rimangono troppo timidi, Rovigo ha l’occhio della tigre e torna in attacco: sono due le mischie poco fuori dai 22 di casa, con ingaggio vincente che porta al fallo padovano, Menniti Ippolito è impietoso e da posizione centrale spedisce a bersaglio il +6 che manda le squadre negli spogliatoi. Nessun cambio tra le due squadre nella pausa, alla ripresa subito intervento del Tmo richiesto da Mitrea per sospetto placcaggio alto di Borean, ma il pilone è scagionato e la gara riparte senza sanzioni. L’Argos ha un atteggiamento più cattivo in attacco, fino ai 22 per la fuga di Tebaldi che trova spazio e lancia sull’esterno in superiorità numerica, Cioffi è però attentissimo e arpiona l’assist risolvendo la questione senza danni. Primi cambi decisi dalle due panchine, l’uscita di Swanepoel mette in difficoltà la prima linea polesana che subisce l’impatto di quella in maglia nera. Rovigo è costretto alla guerra di trincea, Tebaldi gestisce i tempi ed il neo-entrato Faiva scarica tutta l’energia a terra per la meta che con la conversione vale il nuovo sorpasso sul 17 a 16 al minuto 55. I due allenatori mischiano le carte con ulteriori cambi, ma l’impatto di Faiva sul match è notevole mentre la difesa rossoblù cala d’intensità fisica concedendo lunghe fasi in attacco e un penalty che Lyle realizza al minuto 26 per il 20 a 16. Ultimi 10’: la Femi-CZ è in riserva e non riesce più ad uscire dal proprio territorio, ma pancia a terra guadagna un buon avanzamento con difesa costretta al fallo a favore dentro i 22. Sugli sviluppi Cadorini ha una buona palla sul corridoio di destra, ma la morsa dei placcatori padovani non lascia scampo e la meta sfuma a ridosso della bandierina. Cuore oltre l’ostacolo, Rovigo muove palla e gambe cercando il gap decisivo in una difesa che però tiene, Trussardi e Antl variano il fronte senza soluzione di continuità piantando le tende dentro i 22 neri e a 2’ dalla fine il continuo pick’n’go sotto i pali toglie il fiato al pubblico. A tempo scaduto Greef carica come un bufalo ferito, schiacciando sulla linea di meta: Mitrea ha un dubbio e chiama il Tmo ma in un silenzio irreale la decisione è per la meta.
Il pubblico rodigino esplode, i giocatori del Petrarca si mettono le mani nei capelli: Femi-CZ Rovigo Campione d’Italia per 23 a 20 dopo la conversione di Menniti Ippolito. —
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