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Leccioli, lo scudetto “made in Ferrara” «Non dimentico i miei anni al Cus»

Dario Cavaliere
Leccioli, lo scudetto “made in Ferrara” «Non dimentico i miei anni al Cus»

Il pilone estense mercoledì ha vinto il titolo tricolore con Rovigo battendo la rivale storica Padova E ora può godersi la festa tra incredulità e ringraziamenti: è stato scritto un pezzo di storia

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ferrara. Il sogno si è avverato: Emanuele Leccioli è campione d’Italia di rugby. Il pilone di formazione cussina al primo anno in rossoblù ha conquistato il titolo con la maglia del Rovigo che è riuscito ad espugnare il Plebiscito di Padova battendo il Petrarca 23-20, con la meta decisiva segnata a due secondi dalla fine. Partito titolare, la partita del ferrarese è stata poco appariscente ma con tanta sostanza, soprattutto in mischia chiusa.

«Abbiamo tenuto un ritmo altissimo e alla fine ero distrutto» ammette Emanuele. In ogni caso, il day after, anche se condito da poche ore di sonno, ha un gusto dolcissimo... «Non mi sembra vero - esordisce Leccioli -: devo ancora metabolizzare la cosa. Quello che è successo mercoledì, con le fasi finali concitate... Non mi sembra vero. È un po’ la stessa sensazione di quando mi sono laureato, che non capivo bene che cosa era cambiato. Non me la so spiegare. Adesso a distanza di ore capisco che abbiamo scritto un pezzettino di storia della società, fatto felice una città che aspettava di vendicare una sconfitta in finale con Padova da dieci anni».

«Il rientro a Rovigo in tarda serata è stato incredibile - prosegue l’ex cussino - con il bus che è entrato in piazza dove c’erano centinaia e centinaia di persone ad aspettarci. Sembrava la vittoria dell’Italia ai mondiali. Una cosa che non ti aspetti, ma che ti fa capire quanto è seguito qui il rugby e sentito il derby. Addirittura dicevano che avevano tolto il coprifuoco per l’occasione».

E poi, il flashback: «I minuti finali che ci hanno visto conquistare centimetro dopo centimetro con una serie infinita di pick and go (dove è facilissimo perdere palla o commettere fallo; ndr) sono stati eterni, così come gli attimi che sono seguiti alla marcatura decisiva e che hanno visto l’arbitro Mitrea chiedere l’intervento del Tmo... Stavamo malissimo perché sapevamo si sarebbe deciso tutto lì, il tempo era scaduto. Non potevamo avvicinarci al monitor e dal maxi schermo si vedeva pochissimo. Eravamo in panico, poi il direttore di gara ha alzato il braccio convalidando la marcatura e siamo esplosi».

«Mi ha fatto estremamente piacere il video che i miei ex compagni del Cus hanno realizzato come “in bocca al lupo”; abbiamo condiviso mille cose nei miei anni a Ferrara e non si dimenticano in fretta. Bello anche sapere che qualcuno è venuto a Padova a vedere la partita sorbendosi un iter non semplice per l’acquisto dei biglietti ed i controlli medici per accedere allo stadio. Il telefono poi non è stato zitto un attimo nel dopo partita con mille messaggi di congratulazioni».

Per Leccioli giunge anche il momento di pensare al futuro: «Cosa succederà adesso? In accordo con la società resterò a Rovigo anche la prossima stagione, ma siccome di rugby non si campa, vorrei mettere a frutto la mia laurea in scienze motorie e lavorare per quello che ho studiato. Magari iniziando all’interno della società e poi chissà». —

Dario Cavaliere

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