Sognando la Virtus escono cifre pallide, serve più rabbia
Marco Nagliati
Sognando la Virtus, esonda Napoli. Con ancora in circolo il fragore del colpo bolognese in “gara 1” della finale scudetto sul parquet dell’Armani, il Kleb alimentava la speranza dell’impresa a Napoli. Non è stato così: troppa GeVi e, forse, un po’ meno Ferrara. I quotatissimi partenopei non hanno affrontato la sfida in ciabatte. Macché: difesa sfiancante, fisicità. Un attacco micidiale sfruttando i corazzieri e il talento dei piccoli.
La Top Secret, se vuole quantomeno tenere in equilibrio la serie, ha bisogno di un’altra faccia. Necessità di una rabbia che vada oltre la legittima stanchezza; indispensabile una attenzione nei dettagli che al PalaBarbuto non s’è vista. I balbettii in avanti, questa Napoli li fa pagare con contropiede adenalinici e triple spaccagambe. Mayo implacabile usando il blocco per proteggersi, i lunghi inarrivabili. Ma poi, il Kleb ci ha messo del suo: 1/9 da 3 in 10’, poi 2/18 al 30’. E un numero impressionante di palle perse, alcune nemmeno forzate: 10 all’intervallo, 14 al 30’. Con queste cifre è una semifinale pallida.
Sull’altro versante dell’Oro, intanto, Udine tiene a sua volta il fattore campo piegando Scafati 96-91 al termine di una duello con strappi (friulani largamente avanti) e recuperi. Score personali ben diffusi tra tutte e due le formazioni ed italiani in evidenza (Giuri, Mian e Nobile per Udine), Rossato, Palumbo e Cucci per i campani). Nel tabellone Argento, poi, non sono mancate le emozioni. Tortona ha vinto con una adrenalinica rimonta la prima partita piegando 67-66 la comunque sempre sorprendente Eurobasket Roma. Laziali avanti di 6 punti ad un minuto dalla fine. Clamoroso break di 7-0 dei piemontesi con una tripla ed un cesto di Tavernelli (unici punti nel match degiocatore), palla recuperata dallo stesso Tavernelli e schiacciata vincente di Mascolo (19 punti). Gran basket a Torino, con i locali di Cavina che grazie ad un terzo quarto super da 35-14 hanno piegato la quotatissima Verona 95-83. Gran regia di Cappelletti ma serie che probabilmente continuerà a regalare spettacolo. Su tutti i parquet, sta arrivando il momento dei big man. —
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