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Top Secret: orgoglio e aggressività Le armi del cuore per arginare Napoli

Marco Nagliati ; (ha collaborato Lorenzo Montanari) ;
Top Secret: orgoglio e aggressività Le armi del cuore per arginare Napoli

Oggi alle 20.30 al PalaBarbuto si gioca la seconda partita della serie Padroni di casa avanti dopo l’80-53 di domenica e sempre più favoriti 

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faccia a faccia

Marco Nagliati

L’aggressività, nei playoff, fa la differenza. È una sorta di testamento emotivo che i vecchi marpioni della palla a spicchi tramandano di stagione in stagione. Vale in ogni latitudine, in qualsivoglia categoria: dall’Nba alla Serie A. Che siano sfide per il titolo o per la promozione. La Top Secret non è ingenua ed è ben consapevole del valore di questo assioma, epperò contro Napoli in “gara 1” è stata travolta dalla fisicità degli avversari. La GeVi è tecnicamente inarrivabile, con la panchina profonda. Costruita per giocarsi fino all’ultimo pallone il salto nella massima serie. Se poi anche il volume fisico è debordante, impossibile che il Kleb possa portare a casa le penne. Domenica ha ceduto al PalaBarbuto 80-53, questa sera alle 20.30 - sempre sul “legno” campano - va in scena il secondo atto.

squilibrio

Che la semifinale con la corazzata Napoli sia su un piano inclinato, era noto ben prima della palla a due. La Top Secret è stata assemblata per centrare la post season ed eventualmente ottenere «uno scalpo» come da moto d’orgoglio di coach Leka. E questo è avvenuto. Ora, l’affare si fa complicato. Perché in semifinale la generosità non basta, la compattezza non è sufficiente. Necessitano qualità e tecnica. Serve essere al top fisicamente al momento giusto. Il Kleb, purtroppo, non è in queste condizioni. Alcuni atleti giocano per senso di responsabilità (Vencato e Pacher), altri hanno la spia della riserva sul rosso andante. Senza dimenticare che neppure c’è stata tutta la fortuna del mondo: dall’infortunio di “Tatu” Ebeling a quello di Hasbrouck. Notare alla voce “differenze”: Napoli si rafforza con Burns (ex Armani Milano e Brescia), la Top Secret tampona un’assenza con Bertone che ha giocato in Islanda. Massimo rispetto, ma non è la stessa cosa.

Non va inoltre tralasciata una cosuccia: tra recuperi causa Covid, serie su cinque con Treviglio, la truppa estense ha disputato 25 partite in 75 giorni. Una ogni tre giorni da due mesi e mezzo. Una enormità. Per sottolineare come è arduo alzare il livello di battaglia quando sei reduce da una guerra sportiva infinita. Sei con la panchina più corta e hai meno classe diffusa. Ora, stasera si gioca e per equilibrare la lotta sarebbe indispensabile che il Kleb alzasse il rendimento (attacco più lento, meno palle perse e percentuali di tiro alte) e Napoli abbassasse il suo. Complicate entrambe le cose, visto l’ottimo approccio mostrato dai partenopei l’altra sera.

replica

Rivedi Napoli e poi...? Contro una corazzata come quella guidata da coach Pino Sacripanti ci sarebbe voluta la prestazione perfetta, invece i biancazzurri - dopo la buona partenza - hanno subito il break che è valso l’allungo dei campani e che, di fatto, ha chiuso i conti. Non è bastato provarci fino alla fine e il mini rientro sul -10 in avvio del secondo tempo è stato solamente l’ultimo momento in cui il Kleb ha provato a restare attaccato ai forti partenopei, che hanno quasi dato la sensazione di non aver spinto completamente sull’acceleratore. Stasera ammessi al PalaBarbuto ancora una volta 500 spettatori che, come domenica, si sono davvero fatti sentire. La Top Secret se vorrà riaprire le sorti della serie dovrà avere un contributo maggiore dagli esterni, che in “gara 1” hanno tirato con cattive percentuali: Bertone, Panni, Vencato e Zampini devono ritornare ad essere offensivamente importanti, anche perché non si può confidare sempre nella serata top dei lunghi. Coach Spiro Leka è stato chiaro: «Gare come queste si vincono con gli esterni». Ecco che ci si aspetta di più da loro. Andranno limitate al minimo le palle perse che domenica hanno ringalluzzito e fatto correre Napoli in campo aperto, con devastanti schiacciate di Parks annesse. Insomma, non sarà facile, ma i biancazzurri devono provarci.

Parla Fantoni.

Ieri pomeriggio, capitan Tommaso Fantoni ha parlato a metà fra gara 1 e 2. «Quella di domenica è stata una gara davvero molto dura – dice il pivot -, durante i playoff devi subito resettare la testa: la sconfitta è stata sonora, ma perdere di uno o di trenta non conta. Bisogna cancellare il prima possibile, recuperare le energie fisiche e mentali; preparare qualcosa che possa dare fastidio a questa corazzata fra una gara e l’altra e giocare “gara 2”. Davanti al loro pubblico non sarà facile, andremo in campo convinti di voler fare comunque un’ottima partita e cercare di trovare il loro punto debole, anche se ciò sarà difficile. Affrontiamo “gara 2” con la voglia di portare a casa il risultato». Che cosa dovranno fare di più i biancazzurri? A rispondere coach Spiro Leka. «Bisogna riguardare bene i momenti in cui abbiamo fatto correre la GeVi - dice il tecnico biancazzurro -: è necessario evitare quelle palle perse, sanguinose, che hanno determinato il break. Andrà gestito meglio il ritmo, come del resto andranno sfruttati meglio i nostri esterni. Domenica abbiamo lavorato bene in post basso con i lunghi, ma non basta: gli esterni dovranno fare un passo avanti, farsi trovare pronti, diventando ancora più protagonisti». Vedi Napoli e poi...? Ecco, il Kleb non vuole, sportivamente parlando, morire. —

(ha collaborato

Lorenzo Montanari)

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