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Un futuro di speranza tra mille incertezze

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Nel momento in cui la Spal Primavera ha la possibilità di staccare il biglietto per le finali-scudetto, cercando di ricalcare le orme delle sue illustri “antenate” degli anni ’60 e di offrire una prestigiosa vetrina di massima visibilità per il club, proprio la società vive un momento ricco di punti interrogativi. Ora come ora la Primavera incarna un futuro di speranza, epperò circondato dalle mille incertezze della casa madre.

Le dinamiche sono note. La Spal è al centro di una trattativa, per l’eventuale passaggio delle quote a Joe Tacopina. Ma tra scadenze fissate e poi posticipate, ed una nuova deadline che l’avvocato statunitense ha indicato essere tra una settimana, il tempo scorre facendo sì che anziché risposte ci siano solo domande. Che cadono nel vuoto. Tacopina formulerà l’offerta? La famiglia Colombarini l’accetterà? Si definirà tutto o il possibile affare salterà? La proprietà passerà la mano dopo otto anni ricchi di emozioni oppure proseguirà il proprio impegno, sia pure con investimenti più contenuti? O, ancora, approfondirà contatti alternativi alla pista Tacopina?

Il popolo biancazzurro meriterebbe di sapere, e senza dover attendere chissà quanto. Non è chiedere troppo. Chi costruirà la squadra? Quando? Con quale allenatore alla guida? E quali giocatori si potranno agganciare? Il d.s. Giorgio Zamuner è in febbrile attesa - facile immaginarlo - di segnali precisi, definitivi. Pronto a varare il proprio piano operativo. Che nel caso di prosecuzione della gestione-Colombarini non potrebbe prescindere dall’inserimento di diversi giovani. Alcuni provenienti in prestito, altri promossi dal proprio vivaio. Ma tra gli attuali componenti della Spal Primavera chi potrebbe essere pronto per il salto in prima squadra?

Il nodo è proprio questo. Non servono ragazzi che fungano da meri comprimari e che, di fatto, perdano un’annata tra qualche panchina, molte tribune e qualche opaco ritorno in Primavera. Ci sarà, ci sarebbe, bisogno di elementi che possano recitare un ruolo, certamente senza caricarli di eccessive responsabilità. Ma qui si torna al punto di partenza: quanti di loro potranno assolvere tale compito?

Seck, verrebbe da dire. Ma questo già si sa, è cosa nota, il ragazzo figura in rampa di lancio, per potenziale, meriti e pure nell’ottica di una futura valorizzazione utile alle casse societarie. E gli altri? Quali altri?

L’attuale Primavera spallina incarna la speranza per il futuro. E non è una questione di soli risultati, che valgono nulla se non sono seguiti da una proiezione - stabile - tra i professionisti dei migliori virgulti. In tal senso, se si guarda una Sampdoria (l’unico che ha colpi “veri” è Di Stefano), un Milan (zero assoluto) ed anche altre (ed evitiamo esempi altisonanti per non passare per eretici), allora viene da dire che la Spal è messa meglio. Molto. Ma sarà... messa peggio se non avrà la capacità e la forza di individuare, promuovere, proteggere, sostenere e proiettare quei ragazzi nel cui potenziale crederà veramente. Per questo serve una pianificazione tempestiva. Affinché ci sia speranza nel domani, serve un presente di certezze. Societarie. Se proprio si deve aspettare ancora una settimana, così sia. Ma non si vada oltre. Non sarebbe possibile. —

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