«Primavera da 9» Ludergnani esalta la stagione spallina
Il direttore del vivaio fa il bilancio dopo i playoff sfiorati «Grazie ai ragazzi e mister Scurto, che dovrebbe restare»
ferrara. La sincerità del tono di voce con cui il responsabile del settore giovanile biancazzurro, Ruggero Ludergnani, esprime i concetti di fine anno è traduzione della piena consapevolezza del grande lavoro fatto. In una stagione che ha visto la Primavera Spal assoluta portatrice di buone notizie. E attenzione: non è stata soltanto una distrazione rispetto ai disastri combinati dai “big” della prima squadra. Il progetto giovanile di Ludergnani e dei suoi collaboratori è meritevole di essere applaudito.
Direttore, qual è il sentimento predominante in questi giorni post Empoli?
«È innegabile vi sia dispiacere perché siamo davvero andati a un passo da un qualcosa di storico che sarebbe stato bellissimo. Non ho voluto fare un maxi discorso collettivo nello spogliatoio ma ho preferito parlare singolarmente con ciascuno dei ragazzi ringraziandoli per questo cammino. L’ultima partita non ha rovinato il percorso fatto: è chiaro che c’è grande rammarico, tutti a questo punto ci tenevamo. Siamo tristi ma allo stesso tempo orgogliosi, non dimentichiamo da dove siamo partiti».
Ha parlato con il presidente Mattioli?
«Sì, è stato il primo che ha cercato di tirarci su il morale. La società è contenta di ciò che abbiamo fatto e i complimenti sono stati ribaditi più volte. A noi sarebbe piaciuto tanto dare questa soddisfazione anche in un momento particolare per tutti».
Il voto di Ludergnani alla stagione della Primavera qual è?
«Direi nove. Fossimo arrivati ai playoff per me sarebbe stato un dieci. La lode poi è un passo ulteriore (ride; ndr). Se dovessi trovare un termine per definire la nostra stagione direi “sorprendente”».
Quali i momenti più belli?
«Beh l’emozione o comunque la scossa più grande è arrivata con la vittoria del derby a Bologna al minuto 95. Poi cito il simbolico momento di Firenze dove ci siamo tolti la soddisfazione dell’aritmetica salvezza, ma il più romantico è stato solo pochi giorni fa al “Mazza” contro il Sassuolo con quella fantastica vittoria davanti a 900 tifosi».
Il più grande rammarico, invece?
«È inutile citare le partite in cui si è perso meritatamente tipo Empoli o Cagliari. Dico il 2-2 dell’andata in casa contro il Torino. Se potessi riavvolgere il nastro tornerei a quei cinque secondi dalla fine: avevamo la palla sulla nostra bandierina offensiva e abbiamo preso il pareggio in contropiede a gara terminata. Quei due punti…».
Chi vincerà i playoff scudetto?
«Per rapporto qualità-età la Juve a mio avviso è sempre stata la squadra più attrezzata ma ultimamente ha perso un paio di giocatori fondamentali. Quindi occhio all’Empoli come mina vagante in queste partite secche, ma citerei soprattutto l’Inter per struttura fisica, qualità offensiva e attitudine».
Vi sentite di aver formato giocatori per la prossima serie B?
«Sapete il rispetto che ho per i ruoli per cui credo che non sia giusto dire qualcosa nei confronti di chi opera le scelte della prima squadra. Faranno le giuste valutazioni. Certo sono orgoglioso del percorso di crescita, non solo di quest’anno, di questi ragazzi che sono diventanti uomini e calciatori».
La sensazione di aver avvicinato la tifoseria al settore giovanile vi gratifica?
«Partiamo da un fatto: noi siamo qui da sette anni e quando siamo arrivati non c’era questo tipo di attenzione anche perché le competizioni erano diverse. Per una cosa o per l’altra c’è voluto tempo e altro ce ne vorrà. È chiaro che avere squadre in lotta per obiettivi importanti ti dà visibilità, entusiasmo, attenzione, seguito e tutto il resto. Noi in primis dobbiamo trascinare Ferrara. Mi auguro che questa passione aumenti sempre più e che si crei una cultura e una mentalità di attaccamento al settore giovanile come c’è ad esempio a Bergamo».
Il rapporto con mister Scurto proseguirà?
«Il ringraziamento per il lavoro fatto è il minimo che potessi dirgli così su due piedi. In questi giorni (Ludergnani e Scurto sono andati insieme a Milano a ritirare il premio del mister come miglior allenatore del campionato Primavera; ndr) ci stiamo confrontando: l’intenzione è quella di proseguire, e spero sia anche la sua. Fuori dal campo è una persona pacatissima che non perde la voce (ride; ndr), durante le partite si trasforma come un sergente trascinatore».
Chiudiamo con l’U17, altra realtà intrigante…
«È un gruppo che da anni ci regala soddisfazioni. Oggi giocheranno alle 18 in via Copparo contro l’Atalanta il quarto di finale del campionato nazionale. Sarà un altro momento di gloria. L’evento sarà aperto al pubblico, ci farebbe piacere una bella partecipazione». —
Alessio Duatti
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