Il dado è tratto. Ed a questo punto è lo scenario migliore che ci fosse
Sia pure in ritardo, la decisione della proprietà è la più rassicurante E il problema non è se la squadra dovrà lottare per la salvezza
il punto
Il dado è tratto. Il Rubicone spallino viene attraversato dalla famiglia Colombarini, ed è lo scenario migliore e più rassicurante che si potesse materializzare, al di là del quadro economico attuale. Ma chissenefrega se ci si dovrà ingegnare per costruire la squadra, se la si dovrà arricchire di giovani e magari di qualche scommessa e forse di alcuni elementi in cerca di rilancio ed altri di affermazione. Non era forse la politica di Paolo Mazza?
Dice: sì, ma è preistoria.
Ribattiamo: no, è storia. Quella su cui poggiano le fondamenta dell’identità biancazzurra. E fa abbastanza sorridere che qualcuno, evidentemente - e sorprendentemente - non a conoscenza del passato di questo club e del suo stretto legame con la città, con il proprio popolo, rimarchi che il campionato disputato quest’anno dalla Primavera può riavvicinare la gente al settore giovanile. Ma quando mai se n’è allontanata? Forse non si sa cosa sono state e cosa hanno rappresentatola Primavera e la De Martino di Gibì Fabbri, forse non si sa che il giovedì il Comunale era colmo per assistere alla partitella di allenamento, forse si dimenticano le “furie rosse” di Ottavio Ferraresi, la squadra di Bomben-Azzi-Innocenti-Albiero e company, le imprese dei Giovanissimi di Pasetti, la forza di un vivaio che produceva Servidei, Tresoldi, Paramatti, Ferrari, Albieri, Marchini, Braiati e chissà quanti altri. Sempre, tutti, con l’interesse e l’appoggio dei tifosi.
Lo hanno sottolineato con acutezza i ragazzi della Ovest, nei giorni scorsi: se ci sarà una squadra infarcita di ragazzi delle giovanili e che dovrà lottare per non retrocedere, verrà amata e sostenuta al massimo. Ciò che importa, qui, è che in campo ci siano dedizione, impegno, amore per la maglia. Per questo non ci preoccupa se il d.s. Zamuner dovrà compiere esercizi di acrobazia economico-sportiva per allestire l’organico. Crediamo che qualcosa di buono si possa mettere in piedi. Per salvarsi, per arrivare a metà classifica, forse per creare una sorpresa. Ma se anche così non fosse, meglio - al limite - retrocedere senza che venga messa in pericolo la perennità dell’istituzione Spal, o meglio anni di dignitosa serie B, piuttosto che un salto nel buio infiocchettato dalla promessa di un immediato e milionario assalto alla serie A. E se poi qualcuno si stancasse, prendesse cappello e se ne andasse?
Dunque, la continuità della famiglia Colombarini è il meglio per la Spal, anche se si dovessero affrontare delle ristrettezze. E c’è una cosa che fa sorridere. Ieri, in risposta alle dichiarazioni con cui Tacopina si era chiamato fuori dalla trattativa con il Catania per ambire alla Spal, Giovanni Ferrù (presidente della Sigi, che controlla il club siciliano) ha affermato tra l’altro: «E una città come questa non è come Spal, Sassuolo, con rispetto parlando, qua c'è storia e molto altro...».
Ci teniamo la nostra, di storia. Con rispetto parlando.—
P.N.
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