Mattioli tra ironia e dispiacere «Lavoro e vivo per questo club»
Il massimo dirigente era al fianco del patron e ha raccontato come sta affrontando questi mesi difficili dell’universo spallino
il presidente
Ha citato alcuni luoghi della provincia col sorriso sulle labbra, per raccontare di aver sgridato un suo collaboratore – il riferimento è probabilmente al dg Andrea Gazzoli – per essersi fatto “beccare” durante uno degli incontri con Joe Tacopina: «Potevano andare a Gambulaga, Runco o Maiero, non in centro a Ferrara».
E anche per spiegare che ovunque lo raggiungono le innumerevoli domande che gli vengono poste dalla tifoseria e dalla gente appassionata di Spal «anche durante i momenti di riposo mentale a Bagno Sayonara di Lido Estensi».
Walter Mattioli (per ora) rimane ancora presidente della Spal, ma anch’egli monitora la trattativa con gli americani, perché di andare in “pensione” non ne avrebbe poi così tanta voglia. La consapevolezza del “pres” è quella che il guardarsi attorno non è di certo per un tornaconto personale della proprietà, ma un modo utile per garantire a Ferrara e alla Spal un futuro fatto, magari, di stagioni e campionati migliori rispetto agli ultimi due.
il lavoro
«Vivo di Spal – spiega Mattioli – e sono dispiaciuto per le tensioni che si sono create nelle ultime settimane. Gestire questo momento non è facile, ma qui non si è mai smesso di lavorare in maniera intensa. Noi siamo pronti, i numeri dicono che dobbiamo fare una squadra giovane, se poi arriverà una nuova proprietà vedremo cosa succederà. I numeri del bilancio ci hanno messo in difficoltà: gli sponsor non sono scappati, ma passare da 8 a 3 milioni per via del Covid è stato un fattore. Così come il milione abbondante di debito che abbiamo nei confronti dei tifosi per via degli abbonamenti voucher senza un introito per via del calcio a porte chiuse».
«A tal proposito credo che nemmeno il prossimo anno sia possibile fare una campagna abbonamenti, ma valuteremo le modalità d’acquisto per i biglietti. In tutto questo i nostri giocatori – ruggisce Mattioli –, pur sapendo delle esigenze della nostra società, non ci sono mai venuti incontro».
Dopo aver annunciato alcuni dettagli dell’estate biancazzurra e aver tranquillizzato la piazza sui classici appuntamenti legati alle nuove maglie (già pronte e presto svelate) e alle solite tappe imprescindibili del precampionato, il presidente ha aperto una parentesi sulla questione Venezia al “Mazza”.
Lagunari
«Abbiamo vissuto la stessa cosa al contrario quattro anni fa. C’è stata una richiesta sottoposta alle autorità: faranno di tutto per giocare a casa loro perché i lavori al “Penzo” sono già iniziati, ma forse una o due partite qui le potrebbero disputare entro fine settembre». —
A.D.
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