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Sfide, ricordi e colpi di scena alla vigilia del Tour de France

Sfide, ricordi e colpi di scena alla vigilia del Tour de France

L’Astana licenzia il fondatore Vinokourov e lo rimpiazza con Martinelli e Bauer Roglic a Pogacar: «Ho la squadra migliore». Froome chiude il suo cerchio

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PARIGI (FRA). È una vigilia di Tour de France particolare per il mondo del ciclismo. Ieri giornata di parole e pedalate francesi, ma anche di colpi di scena.

LICENZIATO

Iniziamo dal più clamoroso: il fondatore della squadra kazaka dell’Astana, Alexandre Vinokourov, è stato licenziato mercoledì dal nuovo gruppo dirigente. Lo riferisce l’Equipe, il più prestigioso quotidiano sportivo di Francia (e non solo), secondo cui le ragioni di questa improvvisa messa da parte sono ufficialmente basate su ragioni personali che Vinokourov confuta. I suoi legali hanno già provveduto a chiedere il reintegro, sostenendo un caso infondato. Intanto a capo del settore sportivo è stato nominato l’italiano Giuseppe Martinelli coadiuvato dal canadese Steve Bauer.

SFIDE VERBALI

Ma torniamo in Francia e alla Grande Boucle numero 108, che prenderà il via domani per concludersi il 18 luglio, su un percorso lungo 3.417,5 km, suddiviso in ventuno tappe, con partenza da Brest e arrivo, come da tradizione, sugli Champs Élysées a Parigi.

«Pogacar non è il mio unico avversario», ha sentenziato Primoz Roglic, leader del Team Jumbo Visma. Lo sloveno vuole riscattare il piazzamento dello scorso anno alle spalle del giovane e sorprendente connazionale: «Sono arrivato secondo, ma durante quelle tre settimane i miei compagni hanno lavorato come matti, ero così orgoglioso di essere il loro leader e nessuno potrà negare che eravamo la squadra migliore», ha dichiarato alla stampa francese. Sul fatto che non corre da due mesi, Roglic ha spiegato: «È un approccio un po’ particolare, è vero, ma l’ho fatto prima del Giro o della Vuelta nelle stagioni precedenti e so che dopo l’allenamento in quota sono pronto. Sono fiducioso, anche se devo aspettare di essere lì per sapere come mi sentirò davvero. Ho fiducia nella mia squadra, le Ineos sono arrivate in numero, ma sono le gambe che contano».

AMARCORD

«Sono davvero entusiasta dell’inizio di questa edizione, soprattutto perché è stato a Brest che ho scoperto il Tour nel 2008 come neo-professionista. Il cerchio è completo per me». Queste, invece, le parole di Chris Froome (Israel Start-Up Nation). Operazione nostalgia per il ciclista keniota naturalizzato britannico: «In un certo senso, vengo al Tour de France con lo stesso stato d’animo del 2008. Sto cercando di vincere qualcosa partecipando al Tour. Spero che questo sia un primo passo per tornare al mio vecchio livello», ha aggiunto parlando alla stampa francese. —

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