La Spal resta in bilico fra presente e futuro Mirino su Clotet aspettando Tacopina
Il tecnico ormai è deciso, ma ancora non ufficializzato Più lunghi i tempi per il ritorno dell’avvocato dagli Usa
FERRARA. Le famose «24-48 ore di pazienza» annunciate nella conferenza stampa di martedì mattina dal presidente Walter Mattioli sono ormai trascorse da un pezzo, ma ancora non vi è traccia ufficiale del nuovo allenatore. Pep Clotet rimane dunque in attesa di vestirsi del biancazzurro ferrarese, dopo aver ben impressionato nella parentesi bresciana degli ultimi mesi, che tra l’altro è indirettamente costata il posto playoff alla Spal.
L’allenatore catalano – di cui si parla un gran bene – in questo momento rappresenta la scelta “di mezzo” fatta dall’attuale società, ma sicuramente gradita anche alla parte interessata all’acquisizione del club estense. Ossia quella rappresentata dall’avvocato Joe Tacopina, che dagli Stati Uniti continua a lavorare per formulare un’offerta che potrebbe esser definitivamente accettata dalla famiglia Colombarini in una tempistica tutt’oggi ancora difficile da immaginare per la delicatezza globale dell’affare.
VICENDA TECNICA
L’allenatore catalano da alcuni giorni ha raggiunto l’accordo definitivo con la Spal (si parla di un biennale), dentro il quale vengono annessi già alcuni dettagli legati allo staff tecnico, con la presenza – nelle vesti di “vice” – dell’ex difensore Daniele Gastaldello.
Tacopina e il suo entourage avrebbero dato indicazione di gradimento nei confronti di Clotet anche grazie al suggerimento di Giorgio Perinetti, conosciuto professionalmente durante l’esperienza al Venezia. Insomma, il quadro motivazionale che avrebbe definito il sorpasso iberico nei confronti di Cristian Bucchi sarebbe stato questo. Il tecnico italiano aveva una sorta di accordo verbale con la Spal e con il ds Giorgio Zamuner da metà maggio, ma le vicende societarie di questi giorni hanno scosso gli equilibri.
Ulteriore aspetto da raccontare nell’ingarbugliata vicenda arriva anche da qualche pensata fatta negli uffici di via Copparo legata al nome di Giuseppe Scurto da promuovere in prima squadra. Situazione particolare, che è stata presa in analisi.
Ma la chiusura definitiva, o meglio ufficiale, con Clotet? L’attesa è soltanto legata a un input decisivo, o magari alla chiusura dell’operazione Bonifazi-Seck verso Bologna. Perché, anche se si tratta di un allenatore (con annesso staff), è possibile che valga il medesimo discorso delle entrate subordinate alle uscite. Weekend bollente, tra i lidi e la città, anche se la possibilità di un ulteriore slittamento delle firme all’inizio della prossima settimana non sorprenderebbe. In quel caso la presentazione ufficiale sarebbe imminente. Perché l’annuncio del nuovo mister non va visto solo come un messaggio di tranquillità da mandare a una piazza che legittimamente chiede fatti concreti, ma sarebbe anche l’inizio simbolico del nuovo progetto tecnico.
PARTI AL LAVORO
Intanto sul fronte societario ci si sta sforzando per far tornare i conti, limare le distanze e sperare di chiudere un affare che soddisfi tutte le parti coinvolte. Tacopina ci crede ed entro due settimane tornerà in città con l’intento di vivere ancora più da vicino il progetto tecnico di ricostruzione avviato dalla gestione Clombarini. Un progetto conservativo, di stabilità e con i giovani protagonisti. La quadratura dei conti e il work in progress estivo interessa però tanto: trattasi di una base imprescindibile per programmare il domani. Il mirino puntato sulla stagione 2022/2023, quella che potrebbe tornare a far sognare i cuori biancazzurri, andrà tenuto ben saldo durante l’imminente annata 2021/2022. Anche con l’eventuale closing di Tacopina, la Spal Made in Usa per il momento si appoggerebbe ancora volentieri alle figure di Gazzoli, Zamuner e De Franceschi, per poi valutarne il rapporto successivamente.
Da sciogliere anche gli importanti nodi legati al settore giovanile: smantellarlo nelle sue componenti principali (vedi la possibile partenza di Ludergnani verso Torino) e nei suoi giocatori di talento corteggiati da società importanti e non investire pienamente su esso, sarebbe un messaggio negativo. Il patrimonio del vivaio vale un pezzo di società, soprattutto in tempi di non agio economico e dentro un contesto cadetto. Ma di certo questo lo sa anche Tacopina, che un neofita del pallone proprio non è. —
Alessio Duatti
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