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Il centro sportivo del Sant’Agostino intitolato a “Goreno” per riconoscenza

Alessandro Bassi
Il centro sportivo del Sant’Agostino intitolato a “Goreno” per riconoscenza

Il Comune pone una targa in memoria di Renato Caselli In suo ricordo una festa dell’amato settore giovanile

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SANT’AGOSTINO. Si chiamava Renato Caselli. È questo il nome sulla targa che verrà apposta al centro sportivo di Sant’Agostino. Uno di quei nomi che sai di aver già sentito, ma non riesci a collocarlo, ad attribuirgli un volto. Poi, parli con la gente, con gli sportivi. Un grande allenatore? Sì certo, ma non basta. Un educatore di altissimo livello? Sì, anche. Un dirigente sportivo di grande valore? Sì, anche questo, ma pure questo non basta. Un monumento? Mah, non vorresti esagerare, ma ci vai vicino, se la pensi così. Poi, si accorgono che ancora non hai capito e allora ti dicono una sola parola: Goreno.

Potevate dirlo subito che si parlava di lui, uno di quei cittadini illustri che rischiano di dedicare una vita, sì, veramente una vita, agli altri, ai ragazzi, allo sport, e di non avere, in vita o altra la vita, il giusto riconoscimento. Di Goreno, ora, dato che è mancato due anni fa, non resta che il nome, anzi, il soprannome, quello con cui lo conoscevano tutti. Ma il Comune di Terre del Reno e il Sant’Agostino Calcio hanno dato il suo nome (vabbè, quello anagrafico: i Comuni hanno dei condizionamenti a cui non possono sottrarsi) al centro sportivo in cui giocano e giocheranno i ramarri.

Un nome che resterà nel cuore e nella testa dei ragazzi che per 60 anni e più sono stati seguiti, spinti, fatti crescere, costruiti come atleti e come uomini proprio da lui. Una vita per il Sant’Agostino, e per quello che soprattutto è il Sant’Agostino, cioè le persone che lo compongono.

L’occasione, come giusto, non era una commemorazione funebre, ma una festa, con partitella dei ragazzi con il ramarro sulla maglia, la banda, il pubblico (distanze mantenute, of course) e l’intervento di praticamente tutta la giunta, a partire dal sindaco di Terre del Reno, Roberto Lodi , dal suo vice Marvelli e dall'assessore al tempo libero Zavatti. Presente anche lo stato maggiore del Sant’Agostino a partire dal presidente Bruno Lenzi e poi anche il presidente del Crer Alberici e il consigliere Sanguanini. Tutti, veramente tutti, hanno sottolineato la figura di Caselli, il suo altruismo e la sua disponibilità a far crescere i giovani: se il Sant’Agostino ha una tradizione così importante a livello giovanile, lo deve soprattutto a lui e al suo lavoro.

Alla fine, come sempre, tante foto, con tutti i presenti ed anche con i ragazzini del settore giovanile. Come dite? Peccato che “Goreno” non ci fosse? Non avete capito nulla, se la pensate così. Goreno c’era, in tutti i ragazzi, nei loro occhi. Persino nei lacci delle scarpe che, dicono tutti, lui ha insegnato ad allacciarsi a generazioni di ragazzi. Sì, c’era. E dato che ci lascia solo chi viene dimenticato, ci sarà ancora a lungo. —

Alessandro Bassi

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