Tomassini ha detto sì alla Tramec «Io, pensatore e un po’ guardia»
Serie A2. La società biancorossa ha annunciato l’accordo con l’esterno che arriva da Verona Regista esperto, alza la qualità del gioco che potrà proporre coach Mecacci: un bel colpo
l’ingaggio
Come già annunciato ieri, in casa Tramec è arrivato il secondo ingaggio. Firma pesante quella di Giovanni Tomassini, play guardia di 33 anni, da lunga data protagonista in A2 con svariate compagini; ultima in ordine di tempo Verona con cui ha disputato gli ultimi due campionati. Nato a Cattolica, cresciuto cestisticamente a Pesaro. Una trattativa nata un paio di settimane fa, chiusa ufficialmente sabato.
«Ho saputo dell’interessamento di Cento da un po’, all’inizio per via indiretta - ha dichiarato il neo regista centese -: l’ho saputo da persone dell’ambiente, quando ancora stavamo giocando i playoff. Poi, dopo un po’ di giorni, i dirigenti centesi mi hanno contattato ed esposto il progetto. Mi è subito piaciuto, ho capito che potevano esserci le condizioni giuste per chiudere. Mi è piaciuta la progettualità, quello che stavo cercando anche per esigenze familiari. In realtà questa non era l’unica proposta che ho ricevuto».
«Verona all’inizio pareva avere altri progetti - spiega Tomassini -: mi avevano chiesto di aspettare ancora un po’, dovevano valutare altre situazioni ma io non potevo più attendere. Avevo altre tre offerte, ma quella di Cento era la proposta che mi convinceva di più; anche Verona negli ultimi tre o quattro giorni si è rifatta sotto, riavvicinandosi ma io avevo già deciso ed ho firmato per Cento. Mi avvicino un po’ a casa, nella decisione presa conta anche questo ma non è stata l’unica cosa a convincermi. Anche Verona non era così lontana la differenza l’ha fatta il progetto».
Contratto biennale per il regista, che si presenta come ruolo in campo e garantisce di star bene dopo l’ultimo infortunio al ginocchio: «Sono nato playmaker, pensatore in campo, regista vero. Sono anche un po’ guardia ma più playmaker. Oggi poi nella pallacanestro i ruoli non sono più così ben definiti come una volta. Penso a Teodosic, è un playmaker ma alla fine è anche un grande tiratore. So che c’è anche Moreno, mi piace l’idea di poter giocare assieme a lui: può essere una bella soluzione. Se devo definirmi come giocatore sono un uno e mezzo».
«Come sto? In questo momento molto bene, sono in spiaggia; a parte gli scherzi se è all’infortunio al ginocchio cui si voleva arrivare dico che va tutto bene. Quest’anno non ho avuto nessun problema, sempre con le dovute precauzioni, ma non ho accusato nessun problema».
Di Cento ancora conosce poco, si è documentato sulla società, referenze positive e chiarezza nella trattativa hanno fatto il resto: «So che la società è molto seria, ho sempre sentito parlare di Cento. Due anni fa ha speso tanto, in una stagione quasi tragica per come è finita. Da quello che mi è stato esposto ora non si vogliono fare passi troppo lunghi, un po’ alla volta. Senza fretta, con calma. Mi sento ringiovanito, quasi tornato ai tempi di Casale dove un progetto lungo e duraturo ci ha portato fino a giocarci il campionato. Conosco Gasparin, ci ho giocato assieme a Rimini: lui era giovanissimo».
Un colpaccio più che una scommessa, giocatore stimato e considerato tra i playmaker più esperti della categoria. È alla Tramec, per due anni. Un ingaggio di lusso che conferma i passi da gigante fatti dalla società biancorossa anche nella considerazione dei giocatori. —
Simone Gagliardi
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