La Nuova Ferrara

Sport

dietro le quinte 

Anima musicale ma va ricostruita una vera squadra

1 MINUTI DI LETTURA





Uomo di mondo (e non potrebbe essere altrimenti per un catalano che ha vissuto e lavorato in Svezia, Norvegia, Inghilterra e Italia), Clotet («il mio cognome si pronuncia esattamente come è scritto» ha spiegato ieri) ha raccontato il suo manifesto futbolista a Ferrara. Sforzandosi di usare qualche parola italiana, affidandosi a spagnolo ed inglese tra ufficialità e dietro le quinte. Sposato, con due bimbi (di quattro e due anni), Pep ha anche un anima d’artista che lo ammanta di un fascino extra pallone che andrà scoperto passo passo. Intanto, lui aggiunge: «Siamo una famiglia molto unita. Nel tempo libero mi piace visitare le città. Sono un amante dell’arte, dell’architettura. Ho già avuto modo di apprezzare Ferrara. E, non lo posso nascondere, ho un debole per la cucina, quella italiana in particolare. E da giovane sognavo di diventare musicista, ora mi è rimasta la passione: la mia strada è un’altra. Spero di fare bene». Ecco, per fare bene però avrà bisogno di una società che ingaggi giocatori all’altezza. Perché parlare di giovani e corsa, ambizione e aggressività è bello poi però è il campo che dà giudizi. E al momento la Spal è ancora tutta da costruire.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google