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maurizio sarri tra analisi e accuse 

«Un errore lasciare il Chelsea Alla Juventus lo scudetto non si è neanche festeggiato»

«Un errore lasciare il Chelsea Alla Juventus lo scudetto non si è neanche festeggiato»

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roma. «Alla Juve lo scudetto era dato per scontato all’esterno e purtroppo anche all’interno. Abbiamo vinto un campionato senza festeggiarlo, ognuno è andato a cena per conto suo». Lo ha dichiarato l’ex allenatore della Juventus Maurizio Sarri, intervistato da Sportitalia. «Probabilmente l’anno giusto per andare a Torino era questo, visto come hanno festeggiato il quarto posto: si sono ricreate le condizioni per costruire», ha aggiungo l’attuale tecnico della Lazio.

«La Juve dovrebbe tenere Dybala? È arrivato il momento in cui o ci punta o lo cede, non ci sono vie di mezzo. È un fuoriclasse, quando un giocatore ha le capacità tecniche di Dybala il recupero penso sia anche semplice», ha aggiunto. Poi ha risposto a una domanda sul prossimo derby. «Sarri contro Mourinho? È roba giornalistica, alla fine giocano Roma e Lazio, né io potrò segnare né Mourinho potrà salvare un gol. Le squadre contano più degli allenatori, è importante fare un grande lavoro, tornare a divertirsi». Per poi tornare all’argomento preferito, la Juventus: «Se mi sono divertito più alla Juve o al Chelsea? Io mi sono divertito molto al Napoli. E gli ultimi mesi al Chelsea . Ho fatto un errore clamoroso di valutazione al Chelsea, ero in una grandissima società. Non volevano che andassi via, ma io avevo questa voglia di tornare in Italia e ho scelto la Juventus». «Purtroppo ho vissuto al Chelsea in un anno particolare ma ho commesso un grande errore ad andare via» ha aggiunto.

Su Napoli secondo Sarri Luciano Spalletti «ha l’esperienza giusta per gestire qualsiasi tipo di squadra e qualsiasi situazione. In bocca al lupo perché a Napoli è dura». «De Laurentiis? Non è un presidente semplice ma i risultati li porta», ha aggiunto.

«A me piace molto De Zerbi. Sono esterrefatto che un ragazzo di valore e così giovane abbia dovuto scegliere un’esperienza all’estero perché nessun grande club italiano ha voluto puntare su di lui. Mi dispiace, ma ha fatto bene ad andare allo Shakhtar perché gli darà visibilità internazionale». E infine, Giroud al Milan? «Lui è un grandissimo professionista, uno di quei giocatori che nel momento del bisogno ci sono sempre. Prima della finale di Europa League Zola mi chiese che intenzioni avessi e io risposi: «Di sicuro giocano Giroud e Pedro, che non hanno mai fallito le partite importanti, gli altri nove li scegli tu». —

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