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Fantoni e un nuovo cammino col Kleb «Il bello di 5 anni è tutto il viaggio»

L.M.
Fantoni e un nuovo cammino col Kleb «Il bello di 5 anni è tutto il viaggio»

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FERRARA. Per capitan Tommaso Fantoni, quinto anno al Kleb: il matrimonio fra la società del patron Francesco D’Auria e il centro livornese prosegue felicemente. «In tempi non sospetti avevo dichiarato amore a Ferrara – dice Fantoni -; a livello personale fare parte di questa squadra pure quest’anno mi rende felice, orgoglioso in maniera esponenziale. Trattativa un po’ sofferta, l’importante è il finire così».

Compagno di reparto di Fantoni sarà Vildera... «Finalmente c’è qualcuno che farà a botte con me. Conosco molto bene Giovanni: è in primis un bravissimo ragazzo, è cresciuto molto negli anni. La prima volta che abbiamo giocato insieme era molto giovane alla Reyer Venezia, l’ho visto crescere dalle giovanili al professionismo. Si merita quello che ha fatto: parliamo di un bravo ragazzo all’interno di un gruppo di bravi ragazzi. Sono molto contento del suo arrivo».

La squadra

«Non conosco personalmente Pianegonda e Petrovic, però sono convinto delle scelte che ha fatto la società, che ha un disegno strutturato in testa e lo porta avanti. Adesso manca l’ala e l’altro americano, vedremo che cosa succederà».

«L’obiettivo del patron D’Auria è sempre stato quello di fare un passettino in più ogni anno: onestamente fino a oggi c’è riuscito – ha continuato Fantoni -; l’idea è quella di continuare a costruire qualcosa di bello, come ben sapete non sempre le squadre più ricche e strutturate riescono a vincere. Quest’anno abbiamo visto la fine che ha fatto Torino, ma già la stessa Forlì che, dopo l’ escalation iniziale di successi, è uscita al primo turno dei playoff. Non si sa mai, l’importante sarà restare sul pezzo tutti i giorni, un pezzetto alla volta giorno dopo giorno, arrivando sani nel momento cruciale della stagione».

Prospettive

«Le prospettive sono quelle di migliorare il risultato dell’anno passato, per me significa solamente una cosa: arrivare almeno in finale per la promozione in Serie A, ma una volta che arrivi in finale, beh, vuoi non provarci... Il problema è che non si può dire che arriveremo in finale, ci sono troppe variabili durante la stagione: abbiamo visto l’anno passato, con gli americani che hanno giocato mezzo campionato a testa, il covid... Non si può mai dire. Posso affermare che siamo reduci da un risultato davvero eccellente, dopo di che siamo usciti contro la prima della classe: nessuno era più forte di Napoli». Cinque anni a Ferrara. «Significa essersi fatti conoscere, sono strafelice di questo, significa aver seminato amicizie belle, al di fuori del campo e all’interno della società. Cinque anni che non sono venuti a caso, ne ho viste di cotte e di crude, forse il bello è proprio quello: tutto il viaggio che si fa. Il Kleb è una famiglia, contento di essere restato».

Intanto ieri prima giornata ferrarese per Pianegonda. Arrivato all’MF Palace di buon’ ora, accompagnato da papà Gianluca, il play guardia ha fatto la conoscenza del secondo assistente biancazzurro Nando Maione, assieme al quale ha effettuato subito una seduta di lavoro, alla quale hanno partecipato pure i confermatissimi Alessandro Panni e Federico Zampini. Ieri pomeriggio, infine, la società ha salutato Patrick Baldassarre, dopo due anni in biancazzurro. Andrà a Fabriano. —

L.M.

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