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Grandi coach al Barco al camp della 4 Torri Sacripanti: «Ferrara città dai mille ricordi»

Lorenzo Montanari
Grandi coach al Barco al camp della 4 Torri Sacripanti: «Ferrara città dai mille ricordi»

La mamma del tecnico, neo promosso con Napoli dopo aver eliminato la Top Secret, è nata proprio in città

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FERRARA. Pino Sacripanti e Andrea Diana sono stati gli illustri ospiti del Ferrara Basket Camp 2021 alta specializzazione, organizzato dalla 4 Torri del patron Luigi Moretti e coach Andrea Fels. Al Camp, che finirà domani al Pala 4T del Barco, ieri pomeriggio era presente pure il preparatore fisico Andrea Dotto.

Sacripanti ha appena conquistato la promozione in Serie A con la GeVi Napoli: il suo rapporto con Ferrara è davvero speciale, la madre del tecnico infatti è della nostra città. «Anzitutto sono molto contento del risultato sportivo per Napoli – dice Sacripanti -, che fra l’altro è dovuta passare attraverso il successo in semifinale contro il Kleb, quindi c’è qualcosa di Ferrara nel nostro successo. L’amicizia con Moretti nasce tanto tempo fa, dal grande rapporto che avevo con Mario De Sisti, di cui ho fatto l’ assistente alla Nazionale Under 16: Mario era un vulcano, un grande innovatore della pallacanestro. Per me è stato una fonte d’ispirazione molto importante. Da qua è nata l’amicizia anche con la 4 Torri, con cui c’è sempre stato un grande rapporto, anche perché rappresentata da persone per bene, che fanno questa attività per il bene dei ragazzi e per propagandare il basket».

«Oltre tutto questo, c’ è un ulteriore motivo che mi lega a Ferrara in maniera fortissima: mia mamma è di Ferrara, appena avrò finito gli allenamenti andrò a trovare i miei parenti – ha continuato coach Sacripanti -; fino ai 18-20 anni passavo almeno un mese l’anno a Ferrara con cugini e zii: Ferrara per me è una città cara, dai mille ricordi».

«I giovani? Sono stato responsabile del settore giovanile a Cantù, dopo di che ho mantenuto l’Italia Under 20 per 13 anni. Mi piace troppo lavorare assieme ai giovani e faccio un’altra considerazione: se abbiamo sofferto tutti per essere rimasti chiusi in casa, credo che ai giovani sia stato “rubato” uno dei periodi più belli della loro vita. Ritengo che lo sport deve essere un motivo d’incontro, dove i ragazzi possono uscire dall’apatia che ha portato il Covid: è giusto che noi adulti diamo a loro il massimo della disponibilità perché possano giocare, l’importante è che ci sia un’attività sana che li porti fuori da questi quasi due anni in cui la vita è stata loro rubata un po’».

Andrea Diana è il responsabile tecnico del Camp, nonché prossimo assistente allenatore alla Virtus Bologna di Sergio Scariolo. Il suo legame con la 4 Torri è fortissimo. «Il fatto di essere ritornati in una società dove sono stato per due anni – dice Diana –, aver dato una mano al patron Moretti e ad Andrea Fels in questi giorni di Camp, beh, è stato ritornare in un posto che ha contribuito alla mia formazione: sono molto contento di averlo fatto».

Il Camp era destinato ai ragazzi nati dal 2003 al 2008. «Anche se disomogeneo a livello di età - spiega Diana -, ho trovato un gruppo di ragazzi tutti molto disponibili all’ascolto e all’apprendimento; ragazzi che arrivano da un paio d’anni difficili, con la didattica a distanza e lo sport fatto a singhiozzo: l’aver passato a loro il concetto di competizione, di sfidarsi, è un qualcosa che potrà servire sia nel miglioramento individuale, ma soprattutto nella vita».

«Il senso di competizione sarà molto alto e forte, soprattutto quando termineranno il percorso degli studi e lo sport – ha chiuso l’ ex coach di Brescia e Verona – dovrà essere una formazione».

Parole importanti, che i giovani del Camp 4 Torri ieri hanno ascoltato in diretta con grande attenzione. Chiaro poi che i momenti di gioco non sono mancati, come del resto i periodi di divertimento. —

Lorenzo Montanari

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