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ciclismo: tour de france  

Nella tappa degli sbadigli trionfa il “tedescone” Pollitt

Nella tappa degli sbadigli trionfa il “tedescone” Pollitt

Gli uomini di classifica si prendono una giornata di riposo e non spingono «Questa vittoria è un sogno, arrivare da solo al traguardo è stato incredibile» 

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nimes. Un tempo si chiamava “tappa di trasferimento”. Perché anche i corridori a volte hanno bisogno di rifiatare. Ed è ciò che accade nella dodicesima tappa del Tour de France.

Vince il tedescone Nils Pollitt, inossidabile gregario. A Nimes ha approfittato della giornata di vacanza degli uomini di classifica per entrare nella fuga giusta, poi salutare la compagnia e arrivare al traguardo da solo. Nel giorno del ritiro del suo capitano, Peter Sagan – non partito per un guaio al ginocchio –, Pollitt ha il via libera per trovare la gloria e cogliere la quarta vittoria della sua carriera, la prima in un grande giro.

I big, dopo le fiamme di mercoledì sul Mont Ventoux, se la sono presa comoda, sono arrivati al traguardo a oltre un quarto d’ora dal vincitore, ma la classifica non è cambiata di una virgola, con Tadej Pogacar che mantiene saldamente la maglia gialla. A metà Tour non c’è tanta voglia di fare battaglia. La Deceunick Quick Step – squadra di Mark Cavendish –, che rincorre la 34esima vittoria di tappa, non riesce a confezionare un altro sprint e prende il largo una fuga con tredici buoni pedalatori, fra i quali Alaphilippe, Henao, Boasson Hagen e Bisseger. Allungano, poi se ne vanno in quattro.

A dodici dall’arrivo Pollitt parte deciso e arriva in solitario sul traguardo. Non c’è stato grande spettacolo, ma va bene così. Fino a questo momento – quest’anno – non c’era mai stata una “tappa di trasferimento”. Un modo per ricaricare le pile e prepararsi ai prossimi impegni, quelli determinanti nell’ottica del successo finale. Non saranno contenti gli sportivi, costretti a vedere una gara senza sussulti, ma c’era da aspettarsi “un giro a vuoto”.

«È un sogno vincere la tappa al Tour, per il problema al ginocchio Sagan ha lasciato – dice Pollitt dopo la vittoria – e allora abbiamo cambiato tattica. Mi sentivo bene negli ultimi giorni, ho provato a fare del mio meglio ed è venuta fuori questa tappa splendida. C’erano molti corridori veloci all’attacco e sapevo che dovevo anticiparli. Siamo andati via in quattro, ho attaccato e mi sono detto “fino alla fine”. Arrivare da solo al traguardo è stato incredibile».

Oggi Cavendish e i lupi blu riproveranno a eguagliare Merckx nella tappa che proseguirà l’avvicinamento ai Pirenei. Da Nimes si va a Carcassonne, città patrimonio dell’Unesco che, nonostante le poche difficoltà altimetriche, è sempre terra difficile per gli sprinter. Non ci saranno scossoni nelle parti alte della classifica, ma spazio per i colpi di mano di chi cerca la gloria di un giorno aspettando le grandi montagne. —

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