Schiavon: dici Spal e vedi il Sant’Agostino «Io, Floccari e Mora... Ora un bel progetto»
Amato dalla tifoseria biancazzurra, il giocatore ha scelto di unirsi al percorso della società biancoverde che milita in Eccellenza
l’intervista
Eros Schiavon è pronto a tingersi nuovamente di biancoverde. I colori sociali interessati non saranno tuttavia quelli dell’Avellino (gran tappa della sua carriera tra il 2013 e il 2015), ma bensì quelli dei “ramarri” di Sant’Agostino. La squadra ferrarese (Eccellenza) guidata dal presidente Bruno Lenzi e dal ds Marco Marani ha realmente chiuso il botto dell’estate aggiudicandosi l’esperienza di un calciatore che ovunque nella sua carriera si è sempre fatto apprezzare per le doti dentro e fuori dal campo. Non a caso ancor oggi è beniamino e amico dell’intera tifoseria spallina. Perché nella sua doppia vita in maglia Spal (quasi 200 presenze complessive), Schiavon ha sempre dato tutto, meritandosi il rispetto e la stima della gente.
Eros, da innamorato biancazzurro come ha vissuto le ultime due non facili annate?
«La retrocessione in B, arrivata tra l’altro in un momento difficile di pandemia, è stata un po’ triste pensando anche al fatto che per conquistare la A era stata fatta tanta fatica. L’anno da poco terminato è la traduzione della difficoltà del campionato cadetto: in B, per poter ambire a traguardi importanti, bisogna sempre viaggiare ad alta velocità perché si può vincere ma anche perdere con tutti».
Sulle recenti questioni societarie che idea sì è fatto?
«Nel calcio cambiano i giocatori, gli allenatori e anche le proprietà. La cosa che rimane immutata per tutti è la fede. Credo che i tifosi avranno sempre il loro appuntamento fisso con le partite e le vicende della Spal. I Colombarini e Mattioli hanno fatto qualcosa di eccezionale, Tacopina ovunque è passato ha portato a casa risultati importanti. La cosa fondamentale è che il percorso sia continuo e duraturo».
Sarà una Spal giovane, allenata da un mister giovane…
«Spero possa essere una squadra divertente, veloce, combattiva. Che abbia lo spirito giusto e sia vogliosa di arrivare al risultato anche di fronte a realtà costruite per vincere il campionato».
La sensazione di non rivedere più in campo con la maglia biancazzurra Sergio Floccari?
«Mi dispiace. Stiamo parlando di un grande giocatore e di un grandissimo uomo. Ha uno stile completamente diverso dagli altri. Signorile nella tecnica, elegante, coordinato. Averci giocato assieme è stato un privilegio. Ah, come ci siamo divertiti nei mesi della vittoria della B».
Spogliatoio quindi in mano a Mora?
«Luca tiene molto alla Spal. Sarà sicuramente un punto di riferimento, il suo apporto non mancherà. Ha esperienza, conosce il calcio, è un piacere parlarci assieme e sono felice che anche nel suo percorso ci sia stato questo ritorno a Ferrara».
Capitolo Sant’Agostino, invece?
«È un progetto interessante, l’ho accettato davvero felicemente. Volevo avvicinarmi a casa per continuare a giocare e sono anche gioioso di poter allenare una squadra del settore giovanile (Esordienti; ndr) per cui non posso che ringraziare l’intera società e tutte le persone con le quali mi sono relazionato».
Si percepisce il suo entusiasmo…
«Sono veramente contento di quello che andrò a fare. Cercherò di portare il mio bagaglio d’esperienza in questa categoria che non ho mai fatto. Conoscevo già un po’ di ragazzi, altri li conoscerò e non vedo l’ora di iniziare per dare il massimo contributo a partire dal lavoro quotidiano che non deve mai mancare per la costruzione dei risultati».
Quindi al sabato sugli spalti a tifare Spal e alla domenica in campo a lottare per il S. Agostino?
«L’ultima volta che ho visto la Spal allo stadio è stato nel settore ospiti di Torino (1-2 contro i granata nel dicembre 2019; ndr). Se ci sarà la possibilità di tornare al “Mazza” andrò sicuramente, anche perché dopo l’ultimo restyling, per impegni sovrapposti e circostanze varie, non l’ho ancora visto personalmente al suo interno». —
Alessio Duatti
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