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TENNIS: LA FINALISSIMA 

Berrettini spaventa il cannibale Djokovic Nole rimonta, Matteo ha vinto comunque

Vezio Trifoni
Berrettini spaventa il cannibale Djokovic Nole rimonta, Matteo ha vinto comunque

Il tennista romano esce fra gli applausi a Wimbledon e da oggi sale all’ottavo posto nel ranking scavalcando Federer

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Vezio Trifoni

londra. Non sono bastati il cuore e la spinta di tutta l’Italia sportiva a Matteo Berrettini. In una domenica speciale per lo sport italiano, in cui Londra è l’epicentro del mondo fra tennis e calcio, il 25enne romano non è riuscito nell’impresa di essere il primo italiano nella storia ad alzare il trofeo di Wimbledon: nella sua prima finale Slam in carriera il giocatore azzurro, n. 9 del ranking e 7 del seeding, ha ceduto con il punteggio di 6-7 6-4 6-4 6-3, in tre ore e 23 minuti, a Novak Djokovic.

Il terzo confronto diretto fra i due (il numero 1 del mondo si è aggiudicato entrambi i precedenti, l’ultimo nei quarti del Roland Garros il mese scorso) si è aperto con un pizzico di tensione per Djokovic con due doppi falli e un primo set al cardiopalma, con Matteo sotto di un break, capace di recuperare e vincere al tie break. Ma l’adrenalina ha abbandonato Berrettini nel secondo set. Partito al servizio, subito è finito sotto di un break, e in un attimo il numero 1 al mondo gli ha inferto anche il secondo. Una piccola reazione del numero 8 al mondo gli ha permesso di accorciare le distanze, ma Djokovic ha accelerato chiudendo 6-4.

Terzo set ancora con Djokovic capace di strappare il servizio a Matteo che si farà pericoloso più volte costringendo anche Nole ad annullare due palle break sul 4-2. Ma la corsa del campione è inarrestabile, insaziabile come la sua voracità, chiude anche la terza frazione 6-4 e si porta avanti due set a uno. Grande equilibrio nel quarto set con Matteo che si fa pericoloso nel 5° gioco allungando sul 30-0 ma Nole spolvera uno scambio fenomenale e riesce a tenere il servizio. Cede invece la battuta Matteo che alla fine deve arrendersi al quarto set. Ma questo è solo l’inizio per l’azzurro che ha riscosso tantissimi applausi di tutto il pubblico del Centre Court.

Berrettini è il protagonista di un autentico exploit alla terza partecipazione ai “The Championships”: ha superato l’argentino Pella, l’olandese Van De Zandschulp, lo sloveno Bedene, il bielorusso Ivashka, il canadese Auger Aliassime e il capolavoro lo ha fatto in semifinale contro il polacco Hurkacz, n. 18 del ranking e 14 del seeding, battuto in quattro set, diventando il primo azzurro di sempre a spingersi fino all’ultimo atto nel “Tempio” .

«Incredibili sensazioni da gestire, anche in questo Novak è più bravo di me», ha detto Berrettini durante la premiazione. Il tennista romano ha voluto subito rendere omaggio al numero 1 al mondo: «Sta scrivendo la storia di questo sport, merita tutto». Invece, sulla sua prova: «Sono contento della mia finale – ha proseguito – spero che non sarà l’ultima. È stato un onore, bellissima sensazione essere qui. Ringrazio la mia famiglia, il team, gli amici. È stato un lungo cammino, per me non è una fine ma l’inizio di una carriera. Continuiamo a provarci».

Per il tennista allenato da coach Vincenzo Santopadre si trattava dell’ottava finale in carriera (5 i trofei messi in bacheca fin qui), la quarta in questa stagione. Grazie alla finale a Wimbledon il romano è eguaglierà il best ranking: da oggi risalirà infatti al n. 8 (scavalcando Federer), posizione occupata per la prima volta a novembre del 2019. Ma come ha detto lui stesso a chiare lettere «questo è solo l’inizio». Esce a testa altissima, battuto da un fenomeno che non è stato ingiocabile se non in alcuni momenti della partita. Djokovic diventa il quinto nella storia a vincere i primi tre Slam di uno stesso anno dopo Crawford (1933), Budge (1938), Hoad (1956) e Rod Laver (1962 e 1969). «È stata più di una battaglia» ha detto Djokovic, omaggiando Berrettini. Il serbo è il giocatore con più settimane all’attivo da numero 1 del mondo (329), ed è a sette partite da un’impresa mai più riuscita dal 1969: completare il Grande Slam. Ma dovrà fare i conti anche agli Us Open col nostro Berrettini.



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