Il “Black Lion” Ajouatsa rilancia dopo il mondiale «Questo titolo lo manterrò»
CENTO. Il campione centese Alex Ajouatsa, battendo meritatamente il francese Jamal Wahib, ha centrato a Edolo, in Valcamonica, il titolo di campione mondiale di muay thai categoria 67 chilogrammi. Combatte e lavora, Ajouatsa, per tutti “Black Lion”.
«Da più o meno sette anni pratico questa disciplina – dice il neo campione del mondo -, mentre questo titolo lo stavo preparando da circa due anni: avrei dovuto combattere prima del covid, con la pandemia il match è saltato. A Edolo, grazie all’Ares Team, sono stato invitato per fare il mondiale in Valcamonica: mi sono detto che avrei dovuto cogliere l’occasione, così ho fatto».
«Il match contro Wahib? Anzitutto devo dire che ho visto molti suoi video su internet, parliamo di incontri di alcuni anni fa; essendo video vecchi mi sono reso conto sul ring che aveva cambiato completamente il modo di combattere. Ho dovuto improvvisare un po’ di cose, quello che avevo preparato non sono più riuscito a farlo. Consapevole che se Wahib non avesse cambiato modo di combattere, avrei potuto vincere prima».
«Devo dire la verità - aggiunge Alex -: è stata un’emozione che non ho mai provato, il mio pubblico e i miei colleghi di lavoro che mi hanno seguito fino a Edolo hanno fatto un tifo da stadio. Il futuro? Ho in mente di tenere questa cintura per un paio d’anni, di conseguenza accetterò volentieri di combattere contro chi vorrà sfidarmi, cercherò di mantenere il titolo».
Ajouatsa è allenato da Alfonso De Vito nella palestra Kombat Sports Italia a Pieve di Cento. «Con tutto il lavoro e i sacrifici che abbiamo fatto – dice De Vito -, come del resto l’impegno messo, dico che abbiamo raggiunto un traguardo importante: la soddisfazione è tanta. Per Alex è doppia: lavorando e allenandosi ha fatto il doppio della fatica. Il combattimento? Non è stato facile, era un match davvero molto equilibrato, pensavamo che fosse più facile superare Wahib, infatti ci eravamo preparati per finire il combattimento prima del limite, anche perché Alex è noto per aver finito molti match per ko prima del limite»
«Pensavamo che sarebbe stato più facile - aggiunge il tecnico -, invece Wahib è stato un avversario molto duro, che ha tenuto botta fino alla fine, dando ad Alex del filo da torcere. Wahib è stato tre volte campione del mondo in tre sigle differenti, Alex è partito subito forte, alla terza ripresa ha avuto un calo, ma ce l’ha messa tutta; nelle ultime due riprese ha spinto sull’acceleratore, devo dire che tutti i round erano a suo favore».
«Il futuro? Avendo vinto Oktagon nel 2019, l’evento più grande d’Europa, essendo già campione italiano in carica nella categoria 70 chilogrammi e primo nel ranking italiano, credo che per Alex si aprano importanti sbocchi all’estero. Se così non fosse – ha chiuso De Vito -, sarebbe un problema: essendo campione del mondo, dovrà combattere nei circuiti più importanti del mondo, non solamente in quelli italiani». —
L.M.
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