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Il rammarico di Scurto «Sarei rimasto volentieri Spiace aver saputo tardi la mancata conferma»

Alessio Duatti
Il rammarico di Scurto «Sarei rimasto volentieri Spiace aver saputo tardi la mancata conferma»

L’ormai ex allenatore della Primavera smentisce di aver avuto contatti  con il Torino, manifesta un solo dispiacere e ringrazia tutto l’ambiente 

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l’intervista

«Ci tengo a ringraziare Ferrara e i tifosi della Spal perché durante la stagione mi hanno sempre manifestato apprezzamento e stima. In quest’ambiente e in questo contesto io e la mia famiglia ci siamo trovati benissimo». Il saluto è di Giuseppe Scurto, l’ultimo allenatore della Primavera che al termine di una stagione spettacolare è arrivata a un passo dal sogno playoff. Il tecnico siciliano non è stato tuttavia riconfermato dalla società.

Mister, è rammaricato per l’esito finale?

«Diciamo che sarei rimasto molto volentieri alla Spal. Però quando ci sono dei cambiamenti in una società ci può stare questo tipo di scelta. L’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta è l’averlo saputo tardi, ma soltanto per una questione di chiarezza. A scanso di equivoci voglio comunque dire che non ce l’ho con nessuno. Anzi voglio dire grazie alla società, a cui sono grato, perché mi ha dato una grande opportunità di crescita e ha permesso di farmi conoscere ulteriormente. Per cui un pensiero va a Ludergnani, Zamuner, Gazzoli, al presidente Mattioli oltre a tutto lo staff e alle persone che hanno collaborato con me».

Ha avuto la speranza di seguire Ludergnani al Torino?

«No, diciamo che da questo punto di vista non mi è arrivata nessuna offerta specifica».

Esiste ancora una possibilità di trovare una panchina?

«Sono un po’ in difficoltà perché la decisione della Spal l’ho saputa solo il 9 luglio, ma sto valutando alcune situazioni e vedremo se si concretizzerà qualcosa. Non ho preferenze o preclusioni se si parla di un’altra realtà giovanile o di una prima squadra. Può anche essere che stia fermo».

Singolare, però, visto che nell’ultima stagione è stato premiato come migliore allenatore del campionato…

«È stata una grande soddisfazione, oltre che un’importantissima gratificazione personale. Anche perché le concorrenti erano forti e gli allenatori tutti bravi e preparati».

La sua Spal è stata la rivelazione...

«Sì. Siamo arrivati a 1 punto dalla squadra che ha vinto lo scudetto, come società di B che si è confrontata con le migliori realtà di A. Posso dire che per tutto l’anno i risultati sono arrivati perché ci sono stati grande impegno e applicazione massimale da parte dei ragazzi. La loro disponibilità è stata incredibile anche durante il difficile periodo di sosta forzata: lì abbiamo mantenuto alto il livello del lavoro nonostante non vi fosse lo stimolo della gara e alla ripresa ci siamo presentati con un’ottima condizione fisica e mentale».

Il momento più bello?

«Beh la partita vinta a Torino contro la Juve, con quell’azione partita dal basso per il secondo gol e tante altre circostanze ben eseguite da parte nostra. Con i bianconeri abbiamo fatto 6 punti, idem con la Fiorentina, 4 li abbiamo portati a casa contro Inter e Roma, abbiamo vinto a Bergamo. Ho tanti bei ricordi».

Amaro in bocca per il finale di Empoli?

«Sapevo che sarebbe stata durissima. Hanno poi vinto lo scudetto grazie a un attacco micidiale che già all’andata mi aveva colpito. Arrabbiature non ne ho, la squadra anche quando non ha fatto risultato non ha sbagliato prestazione».

A metà stagione quando leggeva sui social i commenti dei tifosi che chiedevano il subentro di Scurto come allenatore della prima squadra?

«Mi ha fatto piacere e ne sono stato orgoglioso perché significa che stavano apprezzando il mio lavoro. Questo non lo posso davvero nascondere».

Seck e Ellertsson i più “pronti” per fare il salto?

«Sono ragazzi con qualità. È chiaro che per i giovani è fondamentale mantenere la giusta umiltà e l’impegno quotidiano. Poi il percorso più giusto è quello di trovare un contesto per giocare con continuità. La crescita passa da lì».

Moro e Seck sono spesso stati out poiché aggregati alla prima squadra. La loro presenza vi avrebbe garantito i playoff?

«Avremmo potuto avere almeno una decina di punti in più. Significa vincere o non vincere la partita, su questo ci sono pochi dubbi perché la qualità offensiva abbiamo visto che determina molti risultati. Siamo comunque stati molto bravi a tirar su punti qua e là soprattutto a gennaio quando loro non c’erano quasi mai».

Il suo sogno da allenatore proseguirà altrove…

«Il campionato Primavera 1 è bello, tosto e competitivo ma non nascondo l’ambizione di provare un’esperienza in una prima squadra per mettermi alla prova. Alleno da 8 anni, ne ho 37, per cui la voglia di fare uno step sul medio o lungo periodo c’è, ma senza smanie o frette particolari». —

Alessio Duatti

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