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Il giovane “vecchio” Esposito non si nasconde «Senza tante pressioni daremo fastidio a tutti»

Alessio Duatti
Il giovane “vecchio” Esposito non si nasconde «Senza tante pressioni daremo fastidio a tutti»

Nonostante sia un 2000, il regista vanta una consolidata esperienza e punta a una stagione da protagonista a livello personale e di squadra 

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l’intervista

Ci scherza ridendoci sopra, Salvatore Esposito, dicendo che «tutti mi dicono che sono un giovane già vecchio». Perché pur sapendo bene che i suoi documenti d’identità richiamano alla “generazione Y”, quella dei nati nel nuovo millenio, ha la consapevolezza che l’esperienza già vissuta nel calcio ed i propri pensieri gli fanno esprimere un tasso di maturità sopra la media dei coetanei. «Questa cosa – dice il centrocampista del 2000 – mi fa piacere. In questi anni sono sempre stato a contatto con i calciatori più adulti della rosa che mi hanno indicato alcune cose che poi nel percorso diventano utili da consigliare a mia volta a chi magari in questo momento sta facendo il percorso di passaggio dal settore giovanile alla prima squadra».

La Spal per Esposito è stata sempre una questione di cuore, vero?

«Fin dal momento in cui Ludergnani mi ha portato a Ferrara ho avuto la percezione di essere a casa. Questa cosa mi fa sentire quel senso di responsabilità maggiore che forse a quest’età non bisognerebbe nemmeno ancora avere, ma è così. Non ho mai messo in discussione il fatto di restare o meno. Ho sempre avuto un bel rapporto con la città, con i tifosi e già quando ero in Primavera ero il fratellino dei più grandi quando venivo aggregato per gli allenamenti».

Sono due anni che non faceva un ritiro estivo…

«Sì, perché lo scorso anno sappiamo come sono andate le cose, e due anni fa ero al Mondiale con l’Under 20. È un passo verso la normalità. Seguiamo le metodologie del mister e del suo staff, che sono diverse, e ci mettiamo a disposizione per prepararci a una grande stagione».

Avete premuto il tasto “reset” dalla stagione precedente?

«Il periodo estivo di stacco in questi casi serve sempre, soprattutto quando le stagioni non vanno come si spera. È stata un’annata altalenante a livello di risultati e sappiamo purtroppo com’è andata alla fine. Abbiamo avuto tanta pressione e tante aspettative, che quest’anno non ci saranno. E questo probabilmente ci potrà dare quella serenità per poter dar fastidio agli avversari in tutte le partite e in tutti i campi».

Il suo percorso personale a che punto è?

«Le ultime due stagioni mi sono servite molto a livello di esperienza acquisita perché più si gioca più ci si abitua alla categoria. Quando si è in prestito l’impegno è sempre alto ma ci sono meno aspettative rispetto a quando si gioca nella società di appartenenza dove si sente di dover dare quel qualcosa in più. A livello tecnico-tattico le migliorie sono sempre da fare, magari qualcosa io devo farlo a livello difensivo».

Clotet dovrebbe giocare con un centrocampo volto a esaltare le caratteristiche di un regista puro…

«Non ho ancora parlato con lui, ma la sua idea di gioco m’ispira molto. È uno che vuole sempre il possesso della palla per provare ad attaccare perennemente gli avversari. Mi ha trasmesso sensazioni importanti, penso ci divertiremo tutti».

Il suo concorrente di ruolo sarà Viviani…

«Tutte le persone che ci conoscono sanno che tra di noi c’è un rapporto straordinario. Molte volte ci siamo visti fuori dal campo, spesso anche d’estate. La concorrenza per il ruolo è sana. Appena sono arrivato a Ferrara ho visto in lui una fonte d’ispirazione, anche per i calci di punizione. Spesso dopo gli allenamenti ci si ferma assieme a calciarle. Mi ha insegnato tanto, mi ha dato consigli e il rapporto che ci lega è anche extra calcistico».

A proposito di rapporti stretti, suo fratello Sebastiano?

«Come tanti ragazzi è stato un po’ sommerso dalla pressione. È un 2002 e aveva fatto cose non normali per la sua età (riferimenti all’Inter e alla Champions; ndr) e la discesa di categoria non gli ha permesso di esprimersi al meglio. A Venezia è stato più agevolato dalla squadra che andava bene, ora è carico e contento e gli faccio un grande in bocca al lupo per la nuova esperienza (al Basilea, in Svizzera; ndr)».

Parentesi Azzurra: il suo obiettivo con l’U21 e il trionfo di Wembley…

«Lo scorso anno ho avuto la fortuna di esordire al “Mazza” con la Nazionale, il sogno di ogni calciatore. Quando s’indossa quella maglia vengono i brividi: è un obiettivo e ce la metterò tutta. La vittoria dell’Italia di Mancini è stata un’emozione fantastica, abbiamo festeggiato qui in hotel».

Un auspicio finale?

«Spero che i tifosi tornino allo stadio, ci hanno sempre dato una grande mano. Vorrei rivedere quella Ferrara lì». —

Alessio Duatti

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