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Spal, mercato bloccato dal vuoto di potere

Paolo Negri
Spal, mercato bloccato dal vuoto di potere

Tripaldelli, Berardi, le punte: non c’è ancora l’ok per le firme  Oggi incontro per Guth ma rischia di essere interlocutorio

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Paolo Negri

ferrara. Due più due non fa quattro. Non alla Spal. Non adesso, almeno.

Quando ieri si è appreso che i biancazzurri hanno ceduto il giovane portiere Cesare Galeotti in prestito (secco) alla Pergolettese in serie C, allora si è subito pensato che l’operazione rientrasse nella trattativa d’acquisto dell’attaccante gialloblù Mattia Morello, classe 1999, 13 gol nell’ultima stagione, un ragazzo molto quotato, brevilineo, destro che ama partire da sinistra, sondato da club di A ed in serie B cercato anche da Monza, Ascoli, Brescia e Frosinone. Come non detto. Le cose non stanno così.

L’operazione Galeotti è disgiunta da ogni altro possibile discorso. E questo perché il mercato in entrata della Spal è di fatto bloccato. Paralizzato dal vuoto di potere che caratterizza la fase di passaggio societario (dai Colombarini a Tacopina) ed impedisce – o rallenta considerevolmente – le acquisizioni che pure sarebbero indispensabili per dare un volto all’organico di mister Pep Clotet.

Acquisti a titolo oneroso non si possono fare. Di big non se ne parla. Almeno fino a quando Tacopina non sarà ufficialmente insediato, quindi poco prima della metà di agosto. Tardi. I pesci scappano. Sia quelli che erano già nel bacino biancazzurro (Okoli in primis, per intenderci), sia quelli grossi (vedi Pettinari che, da svincolato, ha firmato un triennale con la Ternana). Per forza. La concorrenza è ampia e nessuno attende all’infinito, specialmente a fronte di (altre) proposte concrete.

Così, l’impressione è che allo stato in casa Spal ci sia una certa confusione. Chi deve dare l’ok agli acquisti? Il presidente in carica Mattioli, che ha potere di firma? Il d.g. Gazzoli, che è ministro delle finanze oltre che uomo-ponte tra vecchia e futura proprietà? Lo stesso Joe Tacopina dagli States?

Non è che si capisca benissimo. E ciò porta allo stallo. La cellula tecnica (Zamuner-De Franceschi-Clotet) ha idee chiare e – nel limite di quelli che erano i dettami – il d.s. si è anche portato avanti con i lavori, visto che dopo l’arrivo di Latte Laht dall’Atalanta era/è/sarebbe fatta anche per il terzino sinistro Tripaldelli dal Cagliari, per gli attaccanti Pellegrini e Pierini dal Sassuolo (o almeno per uno dei due, se esistesse davvero l’alternativa Morello), per il centravanti Colombo dal Milan (che libererà il ragazzo una volta aggregato stabilmente il neo-acquisto Giroud), sostanzialmente per l’esperto jolly difensivo Berardi richiesto a gran voce da mister Clotet. Ieri ci si attendeva almeno un annuncio, quello relativo a Tripaldelli, per il quale l’intesa è totale, ma il nero su bianco è stato differito, evidentemente perché non è arrivato il famoso ok dall’alto, e vai a capirne il motivo. Così come risultano in stand by gli attaccanti. Ed a maggior ragione lo è Berardi, che non è un giovane da prendere a titolo temporaneo e che anche se svincolato ha ovviamente un costo d’ingaggio.

Per oggi sarebbe (usiamo obbligatoriamente il condizionale) in programma l’incontro con l’Atalanta per definire l’arrivo in prestito alla Spal del difensore centrale Rodrigo Guth, ma a questo punto ci si può chiedere se il vertice avrà carattere interlocutorio o se invece potrà approdare a qualcosa di concreto.

La Spal ha o avrebbe la possibilità di fare una bella infornata (cinque o sei elementi) a costo zero – o ragionevolmente contenuto – ma ancora non si è verificato l’approdo dei giocatori bloccati e che pure servirebbero. Gli scenari sono due: o arrivano tutti insieme o comunque in rapida successione, dimostrando che il club biancazzurro ha superato i rallentamenti burocratici, oppure ci sarà di che pensare, interrogandosi seriamente su cosa realmente fa sì che Zamuner venga bloccato nel suo lavoro di costruzione della Spal anche al “minimo sindacale”.

Auspichiamo che si tratti di intoppi fisiologici legati al particolare momento di passaggio che sta vivendo la società. Ma anche cosìl’aspetto sportivo non andrebbe penalizzato.–

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