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Tramec, scelta la strada della continuità Con un James nel motore

Simone Gagliardi
Tramec, scelta la strada della continuità Con un James nel motore

Attuato un rinnovamento soltanto parziale dal club biancorosso che per la prossima stagione punta alla salvezza sognando i playoff 

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l’analisi/2

Un rinnovamento solo parziale quello dei biancorossi centesi, alla cui guida ci sarà per il terzo anno di fila Matteo Mecacci sempre più al centro del progetto, al punto da aver prolungato il contratto che lo lega alla Benedetto XIV, al pari del general manager Belletti, fino al 2023.

Quattro i giocatori confermati: Moreno, Berti (biennale fino al 2023), Gasparin e capitan Ranuzzi. Come già fatto dopo il salto dalla serie B del 2020, in casa Tramec si è operato per garantire una certa continuità, con almeno un giocatore per ruolo che già conosca il modo di lavorare, ma soprattutto il gioco di Meccacci: gioco fatto di circolazione, blocchi, ribaltamenti e continuità per lavorare ai fianchi la difesa. Difficile pensare che il gioco offensivo ormai tipico della Tramec venga snaturato, nonostante la mini rivoluzione degli interpreti; così come la difesa, sia a uomo che a zona, da confermarsi un vero marchio di fabbrica.

possibilità

Tante le soluzioni possibili tra gli esterni dove non ci sarà più Tekele Cotton, play guardia che, nonostante i troppi problemi fisici accusati, quando era in campo ha sempre fatto la differenza. È stato scelto un Usa diverso, Christian James, magari meno talentuoso ma sempre con punti nelle mani: più alto e più ala piccola. Mecacci può davvero sbizzarrirsi nello scegliere i piccoli più adatti, vista la nutrita batteria nel roster: da una possibile contemporaneità sul campo di due playmaker titolari, Moreno e Tomassini (un vero colpaccio sul mercato firmato per due stagioni) con James ala piccola, alla possibilità di schierare il texano da pura guardia e sfruttare nel ruolo di ala piccola uno tra Gasparin, solito jolly utilizzabile in tutti e tre i ruoli esterni, e Dellosto per alzare ulteriormente il quintetto. Senza scordarsi di capitan Ranuzzi, che è sempre stato un’ala piccola ma che mai ha avuto problemi ad aiutare più vicino al ferro se necessario combattendo anche contro colossi americani.

in area

Novità anche sotto i tabelloni: se lo scorso anno si è andati alla ricerca di un usato sicuro per il ruolo di pivot nella figura di Brandon Sherrod, non particolarmente alto ma esperto e ricco di sostanza tra punti e rimbalzi, oggi la Tramec ha deciso di riempire il pitturato di centri italiani. Scelta dettata dalla crescita esponenziale accumulata nel corso dell’ultimo campionato da Matteo Berti, partito con pochi minuti nelle gambe e giunto via via ad una presenza anche di 20’ per partita; cresciuto nel “pick and roll” e in difesa e con ampi margini di miglioramento soprattutto spalle al tabellone. Oltre che dalla volontà di avere nello starting five un centro italiano di categoria, già esperto, scelta caduta su Giacomo Zilli. L’idea ora è quella di scegliere un’ala grande straniera in grado di aiutare sotto, buttarsi a rimbalzo ma anche di rendersi pericoloso fuori dal perimetro. La ricerca è in corso e si chiuderà senza troppa fretta, sicuramente non sarà Paulius Sorokas, che ha scelto Varese in serie A. La nuova ala non sarà un individualista, possibilmente già esperto, che possa aiutare la Tramec a fare un ulteriore salto di qualità. Per completare il roster mancherà poi un secondo Under: salvo ghiotte occasioni dell’ultima ora il secondo giovane potrebbe anche non avere grande esperienza in categoria dal momento che nove giocatori della rosa saranno già affidabili. Obiettivo di Cento la permanenza in A2, se possibile facendo un passo in più rispetto all’ultima annata, quindi passando attraverso i playoff. —

Simone Gagliardi

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