Undici anni eppure già esclusi «Questo calcio non è più sport»
Da San Marco Avenza parte la protesta di alcuni genitori
IL CASO
Si nasce campioni o ci si diventa? Il tema è di quelli sui quali si è interrogata anche la scienza a livello planetario. E fin tanto che ragioniamo di un Messi o di un Ronaldo vale anche la pena interrogarcisi. Ma quando in campo ci sono ragazzini, cresciti insieme rincorrendo un pallone in un campetto di provincia, la questione dovrebbe passare in secondo piano perché, così ci hanno insegnato, l’importante è divertirsi, stare insieme, imparare le regole, il rispetto dell’avversario, provarci anche se non si riesce bene, senza abbattersi e così via.
A meno che l’obiettivo non sia vincere. Perché allora lo “stare insieme per divertirsi” non vale più. Conta il talento, conta se sei un campione o se ci sei diventato nel frattempo. In questo caso giochi e magari ti diverti. In caso contrario sei fuori.
Il confine tra il gioco vero e il gioco “per vincere” è misurabile: 11 anni. Quando dalla categoria esordienti i baby calciatori passano alla giovanissimi. È a quel punto che avviene la selezione. È successo ultimamente a quattro ragazzini che, dopo diversi anni alla scuola calcio della San Marco Avenza, in provincia di Massa Carrara, dentro la quale sono cresciuti, si sono fatti amici, hanno condiviso esperienze si sono sentiti dire da mamma e papà che dovevano cambiare società. La loro ormai ex società, tramite un messaggio sul cellulare ai genitori, aveva comunicato loro che erano fuori dal gruppo perché non in grado di raggiungere i livelli qualitativi richiesti. Così uno di questi genitori ha preso carta e penna e ha scritto alla Lega Dilettanti. Non perché credesse di avere un figlio campione ma perché convinto che le finalità del gioco del calcio a 11 anni fossero altre dal vincere a tutti i costi, selezionando solo i migliori.
La società, interpellata dal Tirreno, sul caso si esprime così: «I genitori erano avvisati dall’anno prima che avremmo fatto delle selezioni – spiega il presidente Luca Bini – Non abbiamo fatto niente di inaspettato e di nascosto. Fin tanto che parliamo di scuola calcio non vengono fatte selezioni. Dopo sì. E credetemi che non è facile per noi dire queste cose alle famiglie. Ma anziché fare una selezione massiccia più avanti preferiamo farla un po’ per volta». Partendo, appunto, dagli 11 anni. L’età del “fuori o dentro”, del “sei scarso” o “sei un campione”. E a 11 anni non fa piacere finire relegati nella prima categoria. — V.L.
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