Spiro, successo chiama successo «Top Secret credibile e si cresce»
Arrivato nel gennaio 2019 con la squadra sull’orlo della retrocessione il nocchiero albanese ha contribuito a rilanciare le quotazioni del team
l’intervista
L’aria condizionata nell’ufficio all’MF Palace per mitigare il caldo quasi insopportabile. Coach Spiro Leka è sempre lì, davanti al pc o a studiare incartamenti, per preparare la nuova stagione che comincerà appena dopo ferragosto. Firmato il rinnovo contrattuale con il Kleb, una pura e semplice formalità dopo gli ottimi risultati ottenuti, seguiranno alcuni giorni nella sua Pesaro per il tecnico albanese, che da lunedì a sabato prossimi sarà di scena all’Aprica per un camp per giocatori professionisti e non. Insomma, lavoro, lavoro e ancora lavoro, ma non nascondendo la grande soddisfazione del prolungamento del contratto con il Kleb.
Coach, quanto è contento da uno a dieci?
«Eravamo d’accordo con il presidente Francesco D’Auria dalla fine del campionato - dice Leka -: la continuità doveva solo essere resa concreta. Dovevamo chiudere dei dettagli, eravamo d’accordo su tutto».
Continuità e progettualità: è così?
«L’aspetto principale è l’obiettivo del Kleb: continuare la crescita, il modus operandi è cercare di portare la squadra fra i primi della classe. Avvicinarsi sempre di più ai primi posti. Nel momento in cui anche i vari sponsor principali hanno detto che volevamo essere ancora più ambiziosi, beh, ci siamo trovati col presidente e abbiamo chiuso l’accordo molto facilmente. Sono orgoglioso e onorato di dare continuità a questo progetto, cercando di fare qualcosa d’importante. Se gli obiettivi sono comuni, trovare la strada è anche più facile».
Lavorare tutti assieme risulterà fondamentale.
«L’inclusione dei vari staff che abbiamo sarà la cosa principale; dal canto mio avrò più potere, considerando che avrò il doppio incarico di tecnico e direttore sportivo, ma per me cambierà niente. Tutti i vari staff dovranno fare un altro salto di qualità, in tutti gli aspetti, questo è ciò che ci viene chiesto: la nostra chiave sarà crescere da ogni punto di vista».
Se a fine gennaio 2019 le avessero detto che dopo due anni e mezzo la sua squadra sarebbe arrivata in semifinale per andare in Serie A, cosa avrebbe risposto?
«Se mi avessero detto che in quasi tre anni sarebbe successo tutto questo, beh: avrei firmato. Da una quasi retrocessione sicura, arrivare prima quasi ai playoff; poi, nell’anno della pandemia, al quarto posto e l’ultima stagione in semifinale per andare in Serie A, ciò significa che qualcosa di buono abbiamo fatto. Lavoro fatto non solamente da me, ma da molti che non prendono gli applausi, chi vive la squadra 24 ore su 24. Successo di tutta la nostra organizzazione, sono orgoglioso».
«Quando sono arrivato, eravamo differenti a livello societario: adesso la società è molto appetibile e i giocatori si offrono, i procuratori ci cercano per offrirci i giocatori migliori, questo significa che siamo sulla strada giusta. Però ce n’è ancora da percorrere. Siamo ambiziosi, gli sponsor principali e il vice presidente Marco Miozzi sono sempre più coinvolti, si stanno creando i presupposti affinchè Ferrara si consolidi ai primi posti».
Pensieri di massima serie?
«Perché no? Quando saremo ancora più strutturati, allora potremo pure mantenere una massima serie. La città può sostenere gradualmente il salto, cominciando a pensare di avere un settore giovanile di qualità per completare il cerchio».
Come sempre, parlerà il campo. Le prime sensazioni sulla nuova Top Secret?
«Siamo convinti di aver costruito una buona squadra, siamo stati bravi a mantenere un nucleo giovane. Anche se Federico Zampini e Danilo Petrovic non saranno più considerati under. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi di mercato: il presidente D’Auria è stato davvero molto bravo nelle trattative. Io parlavo per la parte tecnica, mentre lui lavorava a livello di business. Abbiamo avuto a volte delle trattative lampo, anche perché avevamo le idee chiare, considerato che il nostro staff, composto da Marco Carretto e Nando Maione, aveva già preparato tutto in anticipo. Speriamo che il pubblico ci assista dal palasport (si parla del 30% della capienza, con green pass; ndr). A Cento, il 12 settembre, comincerà la nostra stagione, con la speranza che sia lunga e con tante soddisfazioni».
Un termine che fotografa alla perfezione la squadra?
«Leadership. Le prime verifiche le faremo dopo tre settimane di lavoro, dopo di che vedremo come reagiremo alle gare sotto pressione e come troveremo la chimica di squadra. Come DeMario Mayfield e gli altri nuovi acquisti si inseriranno nel nostro gruppo: di sicuro abbiamo aggiunto più leadership in campo, quando ci saranno le gare che conteranno davvero chi ha leadership risolverà i problemi. Da quel punto di vista, abbiamo fatto un bel passo avanti. Sono convinto che abbiamo costruito una bella squadra, con brave persone e bravi professionisti. Vediamo la crescita dei giovani, che sarà fondamentale per noi: se Federico Zampini, Niccolò Filoni e Danilo Petrovic cresceranno ancora, potremo dire la nostra ancor di più». —
Lorenzo Montanari
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