Alla Lazio tutti vaccinati Lotito: «Dato un segnale» Juve, scattano le punizioni
ROMA. «La Lazio ha sentito l’obbligo di dare un segnale e un esempio di senso civico, di rispetto delle regole e soprattutto di tutela della salute dei propri atleti e di tutti coloro che entrano in contatto con la squadra e con lo staff». Così il presidente del club biancoceleste, Claudio Lotito. «L’iniziativa è nata prima dell’appello del presidente del consiglio Draghi, quando la settimana scorsa ho contattato personalmente il presidente della Regione Veneto, chiedendo di poter mettere a disposizione della squadra la competente Ulss di Belluno, per procedere alla vaccinazione», ha spiegato il patron. «Devo dare atto al presidente Zaia che, in modo efficiente e in tempi rapidissimi, ha risposto concretamente a questa nostra istanza: adesso tutti i nostri tifosi e tutti i cittadini, a partire da quelli di Auronzo, potranno guardare con soddisfazione a questa nostra iniziativa», ha aggiunto Lotito.
Per contro, finiscono dietro la lavagna Gianluca Frabotta, Nicolò Fagioli e Alessandro Di Pardo, giovani bianconeri che non hanno preso parte all’amichevole tra Juventus e Cesena ieri alla Continassa, prima uscita ufficiale della squadra torinese. La motivazione resa nota dal club è di natura disciplinare: i tre si sarebbero presentati in forte ritardo a un allenamento. Da qui la decisione del tecnico Massimiliano Allegri di escluderli dall’incontro. La Juve si è imposta 3-1, a segno De Winter, Soulè e McKennie.
Intanto la Juventus tornerà a sfidare il Barcellona nel trofeo Gamper. I bianconeri affronteranno l’8 agosto gli spagnoli. Con una novità: per la prima volta, oltre alle squadre maschili, si sfideranno anche quelle femminili. L’ultima squadra ad affrontare il Barça nel trofeo è stata, nel 2016, la Sampdoria. Per la Juventus un solo precedente, nel 2005, quando batté i catalani ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
