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Pillastrini applaude «Le mosse giuste di Kleb e Cento»

Lorenzo Montanari
Pillastrini applaude «Le mosse giuste di Kleb e Cento»

L’ex nocchiero estense, ora a Cividale, analizza il mercato di Top Secret e Tramec Bene la conferma dei tecnici e del nucleo storico di giocatori. Poi ingaggi di peso

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FERRARA. Domenica all’insegna della palla a spicchi all’Eurocamp di Cesenatico per coach Stefano Pillastrini, riconfermato tecnico a Cividale in Serie B, ma coach che conosce alla perfezione il torneo di A2. Ferrarese di nascita, Pillastrini ieri ha fatto le carte a Top Secret e Tramec Cento. Ma non solo.

fisicità

«La Top Secret mi pare fortissima – dice “Pilla” -, squadra che ha fatto un passo in avanti importante. Squadra grossa, che ha scelto di giocare privilegiando atleti di stazza davvero importante: ha un reparto lunghi notevole. Ferrara è squadra di grande fisicità, spesso è una caratteristica delle squadre che vanno fino in fondo: pensiamo alla Napoli di quest’anno. All’inizio della stagione magari sarà più difficile giocare bene, ma una volta che si trova una quadratura, queste sono le squadre che alla fine poi vincono».

«Ritengo Ferrara una squadra importantissima, giustamente ambiziosa. Fabi per me è un giocatore speciale, è stato il mio capitano ai tempi di Treviso: giocatore di cui ho una stima veramente grande. Zampini non lo considererei più nella fascia dei giovani, anche perché comincia ad avere già una certa esperienza, è già lanciato. Filoni ha già una bella storia alle spalle, dopo di che ci sono dei grandi veterani. Ferrara mi sembra una squadra che ha veramente tutto».

Cento

«Formazione costruita con molta intelligenza, ha mantenuto tutto quanto c’era da mantenere e ha migliorato laddove c’erano dei punti deboli. Ferrara e Cento hanno entrambe fatto quello che purtroppo sta succedendo poche volte nella pallacanestro italiana, dove ogni estate c’è una rivoluzione nel 90% delle squadre: qua si è andati sulla continuità, sia come allenatori, sia come zoccolo duro della squadra e poi si sono cercati dei miglioramenti. Credo che in entrambi i casi sia stata fatta una scelta intelligente, di società che vogliono programmare e che fanno le cose con criterio».

Leka e Mecacci alla guida... «Confermo quanto già detto: squadre che vanno in controtendenza, che mantengono gli allenatori per un lungo periodo, mettendoli al centro del progetto. Una base per poter fare dei risultati importanti. Nel 90% dei posti, gli allenatori firmano contratti annuali perché non possono essere mensili. Kleb e Benedetto XIV sono società che hanno dimostrato di avere lungimiranza, di mettere Leka e Mecacci nelle condizioni di lavorare, pazientando se dovesse esserci qualche momento meno brillante. Questo mi pare un bel punto di partenza per poter fare le cose bene. Credo che in questo momento la provincia di Ferrara debba essere presa d’esempio per come si fanno le cose con la programmazione e non con l’improvvisazione».

Il campionato

«Al momento, le squadre più attrezzate mi paiono Udine e Ferrara. Bisognerà vedere come Verona finirà il mercato, anche perché è un’altra squadra ben costruita. Forlì ha delle giuste ambizioni, Torino è tutta da verificare dopo la partenza di Cappelletti. Vedremo Cantù, anche perché le retrocesse sono sempre squadre che vanno verificate: i lombardi sulla carta hanno un bel potenziale. Ci saranno sicuramente delle sorprese, l’A2 sarà un campionato bello e appassionante, non mi meraviglierei che qualcuna delle squadre salite dalla B possa fare un’annata da protagonista».

E Pillastrini intanto si gode Cividale. «A Cividale sto benissimo: ho trovato un’unità d’intenti con la dirigenza particolare. C’è voglia di fare giocare i giovani. Dopo aver perso gara 5 della finale per la promozione, adesso si può pensare che si deve per forza puntare alla promozione in A2: punteremo a vincere tutte le partite, la cosa che vuole fare la società è radicarsi nel territorio, creando un importante settore giovanile. Responsabile del settore giovanile sarà Federico Vecchi, già visto a Ferrara come assistente». —

Lorenzo Montanari

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