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L’Italia Under 19 sfiora il podio europeo sospinta dai ferraresi

Mi.Pe.
L’Italia Under 19 sfiora il podio europeo sospinta dai ferraresi

Hockey su prato. Calzolari, Succi e il tecnico Pritoni a Vienna Il coach: i nostri due ragazzi hanno dato un grande contributo  

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l’impresa

L’Italia Under 19 sfiora il podio, a Vienna, agli europei di categoria di hockey su prato, ma porta a casa attraverso i suoi protagonisti un bagaglio di esperienza internazionale che sarà fondamentale nella nuova stagione.

E non è esagerato dire che l’obiettivo di sedere tra le grandi d’Europa è stato possibile grazie alla delegazione matildea in azzurro: il centrocampista Marcello Succi, il portiere Simone Calzolari e l’assistente coach Marco Pritoni, che ha guidato gli azzurri a fianco del Ct Daniela Possali.

Solo nell’ultima selezione prima del torneo, l’esigenza di sfoltire la rosa ha portato all’esclusione del difensore biancazzurro Enrico Bosi, per il quale non mancheranno altre occasioni.

Per il resto, Marco Pritoni ha commentato l’avventura azzurra, dopo il quarto posto ottenuto al termine della finalina contro la Francia (perduta per 5-3). «È stata una bellissima esperienza – spiega mister Marco Pritoni – ed è un peccato il fatto di non avere potuto svolgere qualche giorno in più di preparazione, rispetto a squadre come Austria (campione d’Europa), Polonia e Francia. Per capirsi, noi abbiamo disputato tre amichevoli prima del torneo, mentre la Francia ne aveva potute disputare dodici in quaranta giorni. Arrivando qui con un bagaglio di esperienza e solidità del gruppo superiore al nostro. Il vero risultato si è visto nello sviluppo del gioco – dice Pritoni – con un bel gruppo che è cresciuto ed ha capito cosa dovevamo fare».

Alla fine, «anche con la Francia, che aveva svolto molta attività in più, ce la siamo giocata. L’esperienza di Calzolari e Succi è stata importante: Simone (Calzolari; ndr) è stato sempre titolare ed una sicurezza in porta, mentre Marcello Succi ha estro e capacità tattiche al di sopra della media. Entrambi hanno dato un grande contributo. Da parte mia – conclude – posso dire che c’è sempre da imparare, ed ora ho una visione diversa dell’hockey internazionale. Ci portiamo a casa questa esperienza che, certamente, reinvestiremo nel nostro club». —

Mi.Pe.

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