McDonald diventa indigesto per un irriconoscibile Kyrgios messo fuori al primo turno
«Ho la sensazione che la mia testa e il mio corpo non siano in armonia Ho ancora il doppio, proverò e mi divertirò»
washington. Nel 2019 il vincitore dell’Atp 500 fu Nick Kyrgios: in finale sconfisse con un doppio 7-6 Daniil Medvedev che soltanto qualche settimana più tardi avrebbe vinto a Cincinnati. Sono trascorsi due anni e il “simpatico” australiano è sconfitto al primo turno da Mackenzie McDonald per 6-4 6-4.
Il campione in carica, che in questo periodo ha giocato davvero poco e male, si sfoga: «Non ho giocato bene. Avrei dovuto sfruttare meglio qualche break point, ma non ce l’ho fatta e se non cogli subito le opportunità, le partite si perdono; a maggior ragione se giochi con un ragazzo affamato, che ha giocato un tennis di buon livello e per il quale deve essere orgoglioso. Mi ha messo in difficoltà rispondendo bene e molto profondo, giocando bene i punti decisivi. Purtroppo io oggi non ero all’altezza, il mio corpo non lo era».
Kyrgios deve ritrovare un po’ di feeling con il tennis: «Ho come la sensazione che la mia mente e il mio corpo non siano in armonia e in accordo. So che dovrò leggere adesso sui social tante cattiverie; mi accuseranno di avere la testa altrove. Sono deluso di questo e amareggiato, così come so che ci saranno molte persone deluse. Ho ancora il doppio; proverò e mi divertirò, perché è questo quello che voglio fare in campo. Tutto quello che posso fare è continuare a provare a giocare e sperare che le cose cambino. Più tennis gioco giorno dopo giorno, più spero di ottenere un po’ di quello slancio che mi servirebbe per tornare ai livelli del mio tennis».
Anche il giocatore Aussi ha problemi fuori dal campo e ora deve risolverli per tornare a essere un protagonista del circuito tennistico: «Sto affrontando i miei guai, come tutti. In molti recitano una parte, ma io no: non voglio. È difficile. Ho a che fare con problemi come tutti noi. Se ho intenzione di ricordare questa partita tra due anni? No, non sarò troppo duro con me stesso, anche se è ovvio che io sia un atleta competitivo. Il problema è che quando sono in campo non sento più la pressione del break point, non sento più le emozioni che prima avevo sul campo e non so cosa dire, non so come sentirmi. Vorrei soltanto tornare a sentire quello che sentivo prima. Mi manca non vedere il tennis con gli stessi occhi di prima. Vedete adesso? Mi sto a malapena arrabbiando per una sconfitta al primo turno». —
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