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“Hurricane” Tacopina La prima rivoluzione è mediatica: Joe porta la cultura sportiva Usa

Paolo Negri
“Hurricane” Tacopina La prima rivoluzione è mediatica: Joe porta la cultura sportiva Usa

In attesa del closing di domani il nuovo proprietario spallino ha mostrato apertura comunicativa e mostrato concretezza 

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il personaggio

Joe Tacopina evidentemente non è scaramantico, se il closing per il passaggio di proprietà della Spal avverrà domani, venerdì 13. D’altra parte, nel primo approccio pubblico - avvenuto martedì allo stadio in occasione dell’amichevole con l’Adriese - l’imminente nuovo patron biancazzurro è parso molto pratico, diretto, franco. Ed ha marcato parecchi punti a proprio favore.

Intanto, Tacopina non ha venduto fumo. Non ha creato false illusioni. Non ha fatto promesse per ingraziarsi il popolo. Il dichiarato «obiettivo serie A» è stato indicato come un traguardo “a termine” e non come una spavalda ambizione immediata. Con la sottolineatura, non da poco, di una politica dei piccoli passi, nel senso di un rispetto dei parametri economici «per non ripetere gli errori degli ultimi due anni»: chiara allusione alle sconsiderate operazioni di mercato che - soprattutto in tema di ingaggi milionari - hanno creato la zavorra finanziaria che la Spal sta pagando.

Nel momento in cui Monza e Parma corrono fuori categoria, mentre la Ternana piglia tutti e aggiunge Donnarumma a Pettinari in attacco, il Brescia prende Moreo e pensa di ingaggiare anche Palacio, la Cremonese va su La Mantia e perfino il Como si iscrive alla corsa per La Gumina, ecco che Tacopina non ha promesso di portare a sua volta un bomber scafato, ma ha detto che confida ciecamente in Lorenzo Colombo, «il miglior centravanti della serie B».

Insomma, profilo basso o quantomeno nessuna falsa promessa. È un buon inizio. Poi è chiaro che la Spal, per come è adesso, necessita di rinforzi; e mano al portafoglio Tacopina dovrà metterla, perché servono investimenti per rendere competitiva una squadra che altrimenti - alla luce dei contorni dell’imminente campionato cadetto - rischierebbe alquanto. Ma questo lo sa anche lui, e una volta perfezionato il closing di domani il mercato potrà accelerare nella direzione indispensabile, auspicabile ed auspicata. Tacopina dice che le idee ci sono, ben chiare, e che la Spal sarà una bella squadra. Ok, attendiamo il verdetto del campo.

Al di là di ciò, mister Joe ha colpito anche per un altro aspetto. Ha immediatamente portato la sua fresca ed impetuosa ondata comunicativa, e la cultura statunitense a livello mediatico-sportivo. Quella degli “spogliatoi aperti”, della possibilità di un approccio diretto, del colloquio, del confronto, financo della chiacchiera in libertà per disponibilità e giovialità. Poi forse le cose cambieranno, ma non crediamo. Tacopina sia a Bologna che a Venezia ha sempre amato comunicare, non si è mai sottratto. Nessuna cortina di ferro, nessun incomprensibile ostracismo e ostruzionismo, nessun ostacolo. Può sembrare una piccola cosa ma in realtà è una svolta epocale in casa Spal, dopo anni di comunicazione gestita nel segno di una barriera più spessa del vecchio Muro di Berlino. Tacopina ha portato un carico di empatia, ha navigato tra il prato e la tribuna del “Mazza” con entusiasmo, carisma, sorriso, chiarezza. Tatuato, muscoloso, un hurricane mediatico.

Conterà altro? Ovvio, conterà anche e/o soprattutto altro. Ma intanto si comincia nel segno dell’apertura nei confronti degli interlocutori. Quindi degli sportivi, quindi della città. Mica poco.

Paolo Negri

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