Luiu è d’argento nel salto in alto Oggi il gran finale con le staffette
NAIROBI (KENYA). Massimiliano Luiu è il nuovo vicecampione mondiale juniores di salto in alto. L’argento conquistato ieri allo stadio “Kasarani” di Nairobi dal 19enne saltatore originario di Sassari è la prima medaglia dell’Italia alla kermesse iridata, che si concluderà oggi nella capitale del Kenya. Luiu è giunto secondo valicando al primo tentativo la misura di 2,17 metri. Campione del mondo si è laureato l’israeliano Yonathan Kapitolnik con 2,26, bronzo al polacco Mateusz Kolodziejski (2,17).
Anche le staffette azzurre non smettono di regalare emozioni. La 4x100 maschile centra la finale iridata con il super crono di 39”56, a sei centesimi dal primato nazionale di categoria (firmato da Tortu & co. agli Europei U20 di Grosseto 2017). Per Angelo Ulisse, Matteo Melluzzo, Filippo Cappelletti e l’ostacolista Lorenzo Simonelli un quinto posto complessivo del primo round (il secondo nella propria batteria) che spalanca le porte verso il round decisivo, in programma nella giornata conclusiva della rassegna giovanile, oggi pomeriggio.
In finale ci sarà anche la 4x400 maschile (Stefano Grendene, Francesco Pernici, Masresha Costa, Tommaso Boninti) qualificata grazie al 3’09”71 di ieri mattina, settimo tempo generale.
Niente batterie per le staffette femminili che gareggeranno oggi nella finale diretta. Da sottolineare il quinto posto di Martina Casiraghi nei 10.000 di marcia su pista (48’18”21).
È il capolavoro dei responsabili di settore Sergio Biagetti e Maura Cosso. Ridisegnare la staffetta in poche ore, motivare i ragazzi verso un’impresa mondiale che non è impossibile, nonostante tutti gli imprevisti che possono capitare. Angelo Ulisse, Matteo Melluzzo, Filippo Cappelletti e Lorenzo Simonelli volano in finale a Nairobi con l’ottimo crono di 39”56, il secondo di sempre in Italia per questa fascia d’età, a soli sei centesimi dal primato nazionale di 39”50 che Alessandro Zlatan, Nicholas Artuso, Mario Marchei e Filippo Tortu stabilirono a Grosseto nel 2017 in occasione dell’argento europeo under 20.
I problemi fisici che hanno estromesso Federico Guglielmi non abbattono il gruppo azzurro, pronto a cambiare pelle, a provare i nuovi cambi rapidamente. Il risultato è un’Italia brillante, precisa ed efficace nel passaggio del testimone, superata soltanto dal Sudafrica (39”33 record africano) nella seconda batteria. In partenza, il primo colpo di scena: fuori il Botswana che qui risparmiava il campione del mondo Tebogo, fuori pure l’Ecuador. Esclusioni pesanti. Ma non erano possibili calcoli, vista la furia della Polonia in prima batteria (record europeo U20 a 38”93) e le prestazioni di Giamaica (39”00), Nigeria (39”33, record al pari del Sudafrica) e il possibile tempo di ripescaggio della Colombia (40”04).
Azzurrini concentrati, carichi a mille, focalizzati su un unico obiettivo. I cambi funzionano, senza sbavature. Il testimone corre veloce fino al rettilineo conclusivo, nelle mani della new entry Simonelli, ostacolista in formato sprinter, capace di riscattarsi dalla delusione di venerdì dei 110hs. Gli split ufficiali comunicati da World Athletics: Ulisse 10”76, Melluzzo 9”49, Cappelletti 9”78, Simonelli 9”53. Italia col quinto tempo complessivo. Dopo il bronzo europeo di Tallinn si può sognare ancora: tutto può succedere alle 15.45 di oggi.
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