Latte, il sogno B e l’idolo Drogba Seculin deciso a dare il 110%
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Accolti dalle parole dei due referenti dell’area tecnica (Massimo Tarantino e Giorgio Zamuner), i primi due acquisiti in ordine temporale di quest’estate, si sono presentati al mondo Spal. Emmanuel Latte Lath ha aperto i discorsi: «Sono contento di essere qui. La società mi ha dato grande fiducia facendomi capire che teneva a me, tant’è che la trattativa è stata molto veloce. Penso di poter fare molto bene quest’anno, la serie B sarà una nuova sfida. Il mio percorso è stato precoce perché ho bruciato un po’ le tappe uscendo dall’Atalanta solo dopo un anno di Primavera. Onestamente forse non ero ancora pronto ma da queste esperienze ho imparato tanto. Il mio ruolo? Mi sento più prima punta anche se negli anni ho agito anche come esterno o come secondo attaccante. La mia principale qualità è la velocità, mentre devo lavorare ancora sui tempi d’attacco della profondità».
Latte Lath da buon ivoriano ha come idolo il grande Didier Drogba, adora già Ferrara e ha dichiarato di essersi immediatamente trovato bene con tutti i ragazzi del gruppo (menzione particolare per Seck). «Esordire in B - spiega - è stato per me un piccolo traguardo. Nonostante la sconfitta di Pisa i pensieri generali sulla squadra sono molto positivi. Siamo giovani, stanno continuando ad arrivare giocatori e proveremo a fare tutti il nostro meglio».
Ecco poi Andrea Seculin, il nuovo “dodicesimo” che metterà a disposizione la sua esperienza in attesa di ritagliarsi un po’ di spazio alle spalle di Demba: «Sono felicissimo di essere in una società gloriosa come la Spal. Voglio dare il 110% ogni giorno per farmi trovare pronto in caso di bisogno o di una chiamata del mister. Il gruppo dei portieri è bello, c’è una rivalità sana che fa bene a tutti. Demba è un portiere giovane, ha ancora margini di crescita e l’ho visto molto bene in questo mese. I metodi di Scalabrelli? Mi trovo a mio agio perché i concetti sono molto simili a quelli che avevo in precedenza. Sulla squadra dico che è forte perché ci sono giovani vogliosi di dimostrare e elementi d’esperienza».
Un pensiero in chiusura sul Chievo, realtà che ha contraddistinto gran parte della carriera del portiere: «Mi spiace molto per come è andata, anche se alla fine ero già svincolato e ho seguito poco. Evidentemente qualche errore c’è stato e quando questo capita lo si paga. Spero per la realtà Chievo che qualcosa si possa risolvere».
A.D.
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