Spal, Joe Tacopina coglie l’attimo: «Con questo spirito il club crescerà»
Il patron spiega che l’esperienza ferrarese è una grande opportunità e sottolinea la cultura del lavoro condivisa con dirigenza e tecnico
l’intervista
Se in campo la squadra mostrerà la stessa carica, l’energia e la determinazione che il suo nuovo presidente manifesta fin dal primo squillo della sua sveglia quotidiana allora le cose per la Spal potrebbero mettersi bene. A poco più di dieci giorni dalla firma del closing, Joe Tacopina continua a lavorare in maniera costante sulle questioni di casa biancazzurra. Dalla risoluzione del problema stadio, alla composizione della rosa con il clou dell’ultima settimana di calciomercato, passando per la trasmissione di una filosofia strategica che metta il club in totale rete interna per uno sviluppo futuro sostenibile, di crescita, ma anche di successi.
Presidente, quali sensazioni a poco più di dieci giorni dal closing?
«Ogni giorno sono emozionato per ciò che stiamo mettendo nel progetto. La base, come vedete, è la creazione di un gruppo di lavoro valido, unito e collegato in tutti i suoi reparti. Sono molto felice di collaborare con figure come Tarantino, Zamuner, De Franceschi, Gazzoli, Catellani e con mister Clotet. Vedo la stessa mentalità e la stessa cultura del lavoro da parte di tutti: con questo spirito faremo crescere la Spal».
Il suo approccio con Ferrara sembra molto naturale…
«La città mi piace tantissimo, la amo sotto tutti i punti di vista. Se mi chiedete le tre cose più belle vi cito ovviamente il Castello Estense, la piazza e il centro in generale, ma anche il cibo, che però va dosato altrimenti diventa pericoloso (ride; ndr). Negli ultimi tempi ho letto molte cose su Ferrara: ho studiato e mi sono documentato sui particolari culturali, c’è davvero tanta roba».
E con la gente?
«Il feeling è stato immediato. Sapete che della tifoseria sono innamorato da quel famoso Spal-Sassuolo. Le persone quando mi vedono in giro mi chiedono semplicemente una foto e mi ringraziano per aver intrapreso questo nuovo progetto. Per me tutto ciò è un grande piacere».
Come se la passa nel tempo libero?
«Da un mese a questa parte ne ho avuto pochissimo, ma è un po’ la storia della mia vita tra Italia e Stati Uniti. Anche perché in tarda serata e durante le prime ore della notte lavoro tramite telefono e pc con l’America dovendomi adeguare al fuso orario. Per il resto amo passeggiare liberamente, perdendomi per le vie del centro».
Sui social ha colpito molto il suo allenamento nella palestra del Centro sportivo…
«Sì, mi sono divertito facendo pesi con i calciatori lì al mio fianco. Per me la palestra è sempre stata una cosa importante. Quando riesco, comunque con una cadenza temporale scandita, la pratico per avere una carica energetica. Non tanto per una questione fisica, ma per rafforzare l’aspetto mentale».
E il vistoso tatuaggio “Carpe Diem”?
«Credo in questa frase. In tutti i giorni della vita bisogna cogliere l’attimo facendo qualcosa d’importante. L’esperienza che ho deciso di intraprendere con la Spal, ad esempio, è una grossa opportunità».
Parlando di giocatori. Vediamo che dispensa elogi verso i giovani…
«Sono affamati, hanno voglia di mettersi in mostra e questa cosa mi piace. Hanno lo stesso spirito di Pep. Faccio un esempio: Colombo a mio avviso è bravissimo e diventerà un grande. Ho un grande rapporto con un professionista incredibile come Ricky Massara (direttore sportivo del Milan; ndr), lui stesso mi aveva parlato benissimo del ragazzo prima di portarlo qui».
Zuculini, invece, è da tempo un suo pupillo…
«Franco lo conosco dalle precedenti esperienze nel calcio italiano. È un vincente, lotta sempre tenendo alta l’asticella della squadra. È una grande persona dentro e fuori dal campo: una figura che potrà essere determinante nel nostro giovane spogliatoio».
Andrà a vedere l’esordio della Primavera?
«Certo, sono molto curioso di vedere i ragazzi in azione. Almeno il primo tempo riuscirò a vederlo perché poi alla sera avrò un appuntamento di lavoro a Venezia. Alla partita ci sarà anche Patrick Carrol».
Col Pordenone qualche tifoso allo stadio potrà esserci
«Ovviamente stiamo parlando di una cifra ridotta per la doppia motivazione di cui tutti sappiamo. Il mio desiderio è di vedere il prima possibile un “Mazza” con i suoi 16.000. Siamo concentrati sulla messa a norma dell’impianto».
Alessio Duatti
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