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Catellani, idee, territorio e lavoro: «La Spal avrà una vera cantera»

A.D.
Catellani, idee, territorio e lavoro: «La Spal avrà una vera cantera»

Il responsabile del settore giovanile ha illustrato la sua filosofia 

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l’intervista

Il nuovo responsabile del vivaio biancazzurro, Andrea Catellani ha volontà, entusiasmo, ma sopratutto idee chiare. Nel suo fresco percorso dentro il club di via Copparo potrà lavorare al fianco di Massimo Tarantino, uno che il mondo del calcio giovanile lo conosce parecchio bene.

Direttore, quali sono le sue prime sensazioni?

«Sono orgoglioso di poter ricoprire un ruolo così prestigioso in una società che tra l’altro ho anche sfiorato nella mia carriera di calciatore. In questi anni qui alla Spal il lavoro di crescita del settore giovanile da parte di Ludergnani è stato eccellente e credo che l’aver instaurato la cultura d’investimento nel vivaio sia stata una cosa molto importante. Abbiamo basi solide da cui partire».

Dunque, la responsabilità per via dell’eredità e delle investiture dei nuovi dirigenti è significativa…

«Assolutamente sì. Non è mai facile far crescere un qualcosa che è già di alto livello ma proveremo a dare il nostro contributo per creare un qualcosa di ancora più grande. Non sono un accentratore di ruoli, mi piace lavorare collettivamente e al pari mio ci saranno tutte le persone che proveranno a portare avanti ed a costruire il nostro progetto. Credo molto nel territorio: a Ferrara la fortuna è che i bambini crescono tifando già la Spal, mettendosi i nostri colori dentro. Prima di tutto dobbiamo attingere dal nostro bacino, poi è ovvio che abbiamo uno staff di valore che darà ulteriore impulso».

Lo staff degli allenatori la soddisfa?

«È di assoluto livello. Piccareta e Mandelli (U18; ndr) non hanno bisogno di presentazioni, così come Sansovini che dopo Pescara è qui per l’U16. Siamo felici delle preziose conferme di Rivalta e Binotto e anche l’attività di base con Massimiliano De Gregorio è strategicamente in buonissime mani».

Vedremo tutto il settore giovanile giocare con un modulo tattico comune?

«Un’ideologia di massima sull’occupazione del campo può anche esserci, ma non abbiamo integralismi numerici. Vogliamo mettere i giocatori nelle migliori condizioni per rendere, per crescere e per esprimersi al meglio. Credo che partire dalla volontà di fare un calcio propositivo sia già un qualcosa d’importante. Il nostro gruppo di lavoro vede calcio alla stessa maniera: questo potrà essere il segreto per portare la Spal ad avere in casa una vera “cantera” nel lungo periodo».

A.D.

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