Effetto trequartista. Ma non solo quello
C’era un gran bisogno del pieno di entusiasmo che la Spal ha fatto ieri sera al “Mazza”. Sono vietatissime premature esaltazioni, tra l’altro inopportune a fronte dell’avversario asfaltato nella circostanza, ma è innegabile che si sia respirato un clima che mancava da una vita. Cinque gol, una prestazione del genere e addirittura oltre venti conclusioni in porta la dicono lunga sul monopolio esercitato dalla Spal. Non solo possesso, pure efficacia, e addirittura una concretezza inferiore a quanto prodotto, viste alcune nitide palle-gol non sfruttate. Effetto trequartista, vorremmo dire semplificando. Nel senso che nel post-Benevento avevamo sottolineato come quel 4-3-3 teorico e dispendioso penalizzasse alquanto le doti di Colombo (privo di sostegno) ed anche della squadra nella sua vocazione al gioco amputata di adeguato potenziale offensivo. Per questa ragione sottolineavamo quanto sarebbe stato importante cambiare modulo e ricorrere al supporto di un trequartista.
Pep Clotet, tra i tanti meriti che vanno emergendo giorno dopo giorno, ha quello di non essere un integralista e di saper fotografare le esigenze della squadra. Nel principio di un mercato in ritardo ma azzeccato e non ancora concluso, è arrivato Mancosu, trequartista classico e di classe. Il conseguente cambio di modulo per un 4-2-3-1 reale (con Mancosu) e non fasullo (con Murgia, che ha altre caratteristiche) ha favorito la crescita della Spal e di Colombo. Ieri se ne sono avute le prove. Ma, attenzione: abbiamo detto favorito, non generato. Perché la lievitazione è frutto di un quotidiano processo di lavoro, di analisi, di progressi verso la condizione migliore. La strada è giusta. E qui ci fermiamo. Per ora...
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